Anno VI - Numero 19 - Febbraio 2001

I film del mese


L'OMBRA DEL VAMPIRO
(SHADOW OF THE VAMPIRE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: E. Elias Merhige
Sceneggiatura: Steven Katz
Fotografia: Lou Bogue
Scenografia: Chris Bradley
Costumi: Caroline de Vivais
Musica: Dan Jones
Montaggio: Chris Wyatt
Prodotto da: Nicolas Cage e Jeff Levine
(USA, 2000)
Durata: 93'
Distribuzione cinematografica:Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

F. W. Murnau: John Malkovich
Max Schreck: Willem Dafoe
Albin Grau: Udo Kier
Fritz Wagner: Cary Elwes
Greta Schroeder: Catherinne McCormack
Gustav von Vageneheim: Eddie Lizzard

L’ombra del vampiro è un film che concretizza con corposa fantasia le digressioni potenziali su di un’opera sacra nella storiografia cinematografica come il "Nosferatu" di Murnau. La trama verte difatti su gli eventi bizzarri che trovano luce durante la lavorazione del film. W. F. Murnau (John Malkovich) aspira a realizzare un film dal celebre romanzo di Bram Stoker "Dracula", il cui titolo originale fu negato però dagli eredi di Stoker tanto che Murnau chiamò il suo vampiro Conte Orlock, lasciando pressoché invariata la storia originale. Murnau assolda  Max Shreck (Willem Dafoe), consapevole della sua natura ultraterrena: l'attore è un vampiro vero e in cambio delle sue performances sul set, Murnau gli promette quale ‘pasto’ a fine riprese la star del film. Le riprese, che intanto si sono sposate sull’isola di Engoland, assumono connotati ambigui per via delle aggressioni di Orlock ai membri della troupe. Il Conte non si appaga di una bottiglia di sangue d’annata che ogni sera Murnau gli porta nella sua grotta, o di sparuti pipistrelli: Orlock necessita di sangue umano...

Il film è sviluppato per intero dal punto di vista di Murnau, cosicché in continuazione l’immagine sfuma dal bianco e nero al colore. Ma l’asse portante sul piano ideologico della pellicola è il concetto del regista: sacrificare tutto (anche le vite umane) per il sacro fuoco dell’Arte. Ecco, il film non vira su intuizioni che un soggetto di indubbia potenza potrebbe esprimere ma ricicla nuove sequenze con la medesima concezione, decisamente romantica, nel senso storico, di vivere per creare. Oltretutto non appaiono neanche soluzioni formali, che un film di genere neo gotico dovrebbe suggerire (pensiamo gli esiti che avrebbe potuto avere lo stesso soggetto nelle mani di Tim Burton). 

L’Ombra del Vampiro rimane un film curato nelle immagini, di stampo classico, sorretto da una storia che ben presto esaurisce la sua carica espressiva e che non collima con l’idea di partenza via via che il film avanza verso la fine. Salvo alcuni squarci di umorismo nero, o alcuni riferimenti strettamente ancorati al "metacinema", la storia non sviluppa in maniera estensiva il film su cui poggia. E tuttavia è un discreto esordio per il produttore, Nicolas Cage, con la sua Saturn Film.

Luigi Senise


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