Anno VI - Numero 19 - Febbraio 2001

I film del mese


1 KM DA WALL STREET
(BOILER ROOM)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Ben Younger
Fotografia: Enrique Chediak
Scenografia
: Anne Stuhler
Costumi
: Julia Caston
Musica
: The Angel
Montaggio
: Chris Peppe
Prodotto da
: Suzanne Todd, Jennifer Todd, Claire Rudnick Polstein,Richard Brener
(USA, 2000)

Durata
: 119’
Distribuzione cinematografica
: NEXO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Seth Davis: Giovanni Ribisi
Chris: Vin Diesel
Abby Halperin: Nia Long
Jim Young: Ben Affleck
Greg: Nicky Katt

Seth è un diciannovenne di buona famiglia che soffre il suo tormentato rapporto con il padre. Dopo aver abbandonato il college, il ragazzo ha aperto una piccola bisca clandestina nel suo appartamento del Queens che certamente non getta buona luce agli occhi dei suoi parenti. Un giorno, riceve la visita di un suo vecchio amico legato ad una società che impiega giovanissimi broker, la J. T. Marlin: tra le sue mura, s’impara ad accumulare i soldi facili, a diventare miliardari entro i 27 anni. Questa strada mostrerà le sue insidie, rivelando un precoce microcosmo di rapporti aridi, compromessi dalle immutabili leggi del guadagno e, dietro l’offuscamento, un tragico vincolo di sotterfugi. Ad ogni modo, Seth tenterà di riconquistare la fiducia del padre dedicandosi ad un lavoro apparentemente onesto, fino alla redenzione in un discreto finale di ambiguo senso morale. 

Particolarmente interessante in questo film, è una dichiarata attenzione alla cultura afro americana, non solo cinematografica, degli ultimi 10 anni. Stabilendo un preciso percorso di corrispondenze, l’esordiente Younger esaspera con decisa cognizione l’influenza di un linguaggio le cui infiltrazioni si riversano a stillicidio nell’impulsività del pensiero giovanile americano, rimarcando questa evidenza con la fisicità del suo stile che adegua la tecnica dello scratch (una forma musicale che nel Hip Hop trasforma dischi e piastre in strumenti per la più attuale espressione del ritmo) al montaggio di alcune suggestive immagini. Gestualità, comportamenti e intenzioni recitano gli assiomi di un contesto condannato alla dispersività dalla coscienza di un futuro senza attese, di una tensione di massa che trova sfogo soltanto nella violenza e nello sfruttamento di un’ineluttabile cella dove l’illegalità è un principio legittimo e non evitabile. 

Come ben cita il bravo Giovanni Ribisi all’inizio del film, dall’eredità del compianto Notorious B.I.G., "Nella vita, o vendi cocaina, o segni un canestro vincente". E proprio cominciando da questo assunto ogni avvenimento è calato nell’incubo concreto di una pre-determinazione in cui esiste un’unica scelta lineare, incapace di vedersi sfumare nel grigio, tra ricchezza e povertà. Il film, poi, manipola con rara cautela l’intreccio delle relazioni senza sovradosare gli individui, ma snaturandosi, purtroppo, quando l’inesperienza dell’autore cede alla tentazione di alcune ingenuità e semplificazioni nel disegnare i più intimi rapporti personali. Va aggiunto a suo demerito che, pur senza essere troppo lungo, il film trascina la trama con inamovibile lentezza, forse anche per la scelta di una regia concentrata sui primi piani e di un montaggio alla lunga piuttosto monotono. Ad ogni modo, quest’opera prima rivela a più tratti la personalità di un regista che conviene non sottovalutare e conferma il talento di Giovanni Ribisi, un giovane attore che appare, valente membro della generazione X americana, a splendido agio in ognuno dei panni sino ad ora vestiti.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


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