Anno VI - Numero 19 - Febbraio 2001

I film del mese


DOMANI

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Francesca Archibugi
Fotografia
: Luca Bigazzi
Scenografia
: Sonia Peng, Mario Rossetti
Costumi
: Paola Marchesin
Musica
: Battista Lena
Montaggio
: Jacopo Quadri
Prodotto da
: Guido De Laurentiis
(Italia, 2000)

Durata
: 106’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Paolo Zerenghi: Marco Baliani
Stefania Zerenghi: Ornella Muti
Giovanni Moccia: Valerio Mastandrea
Sig.ra Moccia: Ilaria Occhini
Betty: Patrizia Piccinini
Agostino Zerenghi: David Bracci
Tina Onofri: Michela Moretti
Vale Toppetti: Margherita Porena
Filippo Zerenghi: Niccolò Senni
Andrew Spender: James Purefoy

Cacchiano Umbro, ricca cittadina medievale arroccata sulle colline famosa per un saporito salame all’aglio e per un affresco del Beato Angelico, viene stravolta dalla forza arrogante della terra che trema. All’indomani dei soliti, drammatici rituali fatti di vigili del fuoco, ambulanze, coperte, tende e urla concitate, la vita della piccola comunità è costretta a convivere con le inevitabili conseguenze umane che un sisma porta con sé. Al centro della vicenda la famiglia di Paolo Zerenghi, vice sindaco del paese, costretto con sua moglie Stefania e con i figli Agostino e Filippo ad ospitare nel proprio camper il giovane Giovanni e la sua anziana e malata madre. Ma anche Vale e Tina, dodicenni la cui amicizia è suggellata da un tenero patto cantato, che vivono la precarietà come un’avventura emozionante e che in questa devono scontrarsi con i loro sogni da bambine e con l’inevitabile crescita che le aspetta. 

Un film corale, attraversato da mille volti le cui storie si intrecciano accelerando dinamiche personali che avrebbero impiegato anni a fiorire, scuotendo le vite tranquille di intere famiglie, ricongiungendole in una dimensione nuova, più drammatica ma più sincera. Dietro l’immensa operosità e voglia di vivere umana si cela tutta la determinazione di chi vuole rimpossessarsi della propria esistenza, sradicata dalla forza della terra, perduta nelle macerie delle proprie case, confusa tra milioni di oggetti personali disseminati dai bracci delle ruspe che abbattono le case dichiarate inagibili. 

Eppure la Archibugi, con l’estrema umanità leggera che ci ha già fatto conoscere in altri suoi film come "Il grande cocomero" o "Mignon è partita", non cede al fascino facile del pietismo, e trasforma una tragedia nazionale nella cronistoria di un microcosmo fatto di sentimenti forti. Fa piacere non dover assistere alla spettacolarizzazione di un evento tragico e alla conseguente denuncia che potrebbe nascerne. Il film della Archibugi sfugge dall’essere un atto di denuncia e ha l’intenzione di farci conoscere tutto ciò che non abbiamo potuto immaginare di questa storia, lontano anni luce dalla disperazione a cui siamo stati abituati dai mass-media. La forza del film sta proprio, come afferma la stessa regista, in quest’incredibile voglia di vivere che si muove dalle macerie stesse, dalle tende prima e dai container poi, in una necessità naturale di vivere nonostante il dramma, di sorridere nonostante la paura. Il cast affascina con visi più o meno noti in interpretazioni davvero intense, e conferma la capacità della Archibugi di "sentire" gli attori, in particolare nella scelta dei giovani protagonisti. Anche Ornella Muti, unica "stella" del cast, si presenta nel modo più semplice restando bellissima, forse per la prima volta priva di certi accorgimenti estetici. Eccezionale la ricostruzione della terra colpita dal sisma, realizzata attraverso l’uso di effetti speciali al digitale e di ripresa.

Fania Petrelli


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