: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Carlo: Stefano Accorsi
Giulia: Giovanna Mezzogiorno
Anna: Stefania Sandrelli
Adriano: Giorgio Pasotti
Arianna: Regina Orioli



Carlo, prossimo ai trent’anni, aspetta un figlio da
Giulia. L’idea di assumere precise responsabilità, però, lo mette in
crisi, gli fa rimpiangere la spensieratezza dei vent’anni. Il
cameratismo degli amici coetanei e il tradimento con una diciottenne
sono una boccata d’aria contro la sua claustrofobia interiore. Ma i
rimorsi non tardano a farsi sentire. Intanto, la futura suocera di Carlo
affronta con amarezza il bilancio non esaltante della propria esistenza
e un’ingenua adolescente è alle prese con i suoi primi turbamenti
sentimentali.
Garbato ma vivace. Una ronde di relazioni amorose,
senza grossi colpi di scena. Poco frequenti, del resto, nella routine
della vita quotidiana. Una commedia sentimentale sulla "rivoluzione
della normalità" con esplicito commento conclusivo - per la
verità un po’ buonista – affidato alla voice-over del personaggio
principale. Perfettamente ritmato, accompagnato da un efficace
contrappunto musicale, il film di Muccino non
si arena mai. Buono l’impianto visivo con piani sequenza.
Il campo-controcampo è ridotto ai minimi termini, mentre significante e
significato procedono di pari passo. Infatti, la steady-cam, oltre a
rendere fluidi i movimenti di macchina, rincorre nervosamente gli
interpreti, traducendo così la loro inquietudine, la loro smania di
rifiutare tutto ciò che è definitivo, di non lasciarsi incastrare in
un preciso ruolo sociale.
Dopo gli amori teen di "Come te nessuno
mai", Muccino sposta il focus su quella che, stando alle più
recenti inchieste sociologiche, è la generazione del momento: i
trentenni, incerti anche quando professionalmente realizzati,
abitudinari ma in perenne movimento, che credono nei sentimenti e
tuttavia sono spaventati dai legami. Il film
offre così una tranche de vie contemporanea, ma non rinuncia a indagare
altri temi, come le diversità psicoaffettive fra uomini e
donne o l’insoddisfatto e angosciato disincanto di chi, ormai, ha
rinunciato ai sogni della giovinezza.