Anno VI - Numero 19 - Febbraio 2001

I film del mese


L’ULTIMO BACIO

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Gabriele Muccino
Fotografia
: Marcello Montarsi
Scenografia
: Eugenia F. di Napoli
Costumi
: Nicoletta Ercole
Musica
: Paolo Buonvino
Montaggio
: Claudio Di Mauro
Prodotto da
: Domenico Procacci per Fandango
(Italia, 2001)

Durata
: 115'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Carlo: Stefano Accorsi
Giulia: Giovanna Mezzogiorno
Anna: Stefania Sandrelli
Adriano: Giorgio Pasotti
Arianna: Regina Orioli

Carlo, prossimo ai trent’anni, aspetta un figlio da Giulia. L’idea di assumere precise responsabilità, però, lo mette in crisi, gli fa rimpiangere la spensieratezza dei vent’anni. Il cameratismo degli amici coetanei e il tradimento con una diciottenne sono una boccata d’aria contro la sua claustrofobia interiore. Ma i rimorsi non tardano a farsi sentire. Intanto, la futura suocera di Carlo affronta con amarezza il bilancio non esaltante della propria esistenza e un’ingenua adolescente è alle prese con i suoi primi turbamenti sentimentali.

Garbato ma vivace. Una ronde di relazioni amorose, senza grossi colpi di scena. Poco frequenti, del resto, nella routine della vita quotidiana. Una commedia sentimentale sulla "rivoluzione della normalità" con esplicito commento conclusivo - per la verità un po’ buonista – affidato alla voice-over del personaggio principale. Perfettamente ritmato, accompagnato da un efficace contrappunto musicale, il film di Muccino non si arena mai. Buono l’impianto visivo con piani sequenza. Il campo-controcampo è ridotto ai minimi termini, mentre significante e significato procedono di pari passo. Infatti, la steady-cam, oltre a rendere fluidi i movimenti di macchina, rincorre nervosamente gli interpreti, traducendo così la loro inquietudine, la loro smania di rifiutare tutto ciò che è definitivo, di non lasciarsi incastrare in un preciso ruolo sociale.

Dopo gli amori teen di "Come te nessuno mai", Muccino sposta il focus su quella che, stando alle più recenti inchieste sociologiche, è la generazione del momento: i trentenni, incerti anche quando professionalmente realizzati, abitudinari ma in perenne movimento, che credono nei sentimenti e tuttavia sono spaventati dai legami. Il film offre così una tranche de vie contemporanea, ma non rinuncia a indagare altri temi, come le diversità psicoaffettive fra uomini e donne o l’insoddisfatto e angosciato disincanto di chi, ormai, ha rinunciato ai sogni della giovinezza.

Paola Daniela Orlandini

Il sito ufficiale del film


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