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ROMA
a cura
di Maurizio
Imbriale
Nel
1972 Federico Fellini decide di realizzare
un film interamente dedicato alla sua città d'adozione. Fin dal suo
primo film, "Lo sceicco bianco", la capitale veniva presentata
come l'ambita meta esotica alla quale approdare da una provincia noiosa
e monocorde. Un sentimento, quello della fuga verso Roma, che il maestro
riminese seppe descrivere magistralmente ne "I vitelloni",
quando il protagonista Moraldo alla fine del film prendeva un treno per
raggiungere una vita migliore. La capitale ha continuato ad essere
elemento centrale dell'opera felliniana in molti dei suoi più celebri
lavori, un titolo tra i tanti, "La dolce vita". Roma si
ricongiunge idealmente al finale de "I vitelloni" e ci mostra
Moraldo-Fellini al suo arrivo nella città eterna. Siamo nel 1938 e la
capitale viene mostrata con toni grotteschi e surreali, interamente
ricostruita nel mitico Teatro 5 di Cinecittà. E' certamente questo
l'episodio più riuscito del film dove Fellini sfodera tutto il
repertorio che ha reso celebre la sua poetica, sopratutto nel ritratto
del varietà, indimenticabile nel tratteggio dei personaggi e nella
volgarità bonaria che contraddistingue i romani. Oppure nella sequenza
del bordello dove il laidume della situazione ricorda atmosfere analoghe
al "Satyricon" del 1969, altra opera in cui Roma è
protagonista.
Meno riusciti, a nostro avviso, sono i tratteggi della Roma moderna,
quella dell'ingorgo infernale sul raccordo anulare, di Trinità dei
Monti o della finale corsa delle motociclette, ma forse questa
impressione è dovuta ad un precoce invecchiamento di sequenze che,
negli anni '70, potevano apparire moderne ed ora invece ci mostrano le
rughe del tempo.
Il
DVD realizzato dall'Istituto Luce non rende pienamente giustizia a
questo lavoro. Il film è presentato in un formato
1.66:1 anamorfico e presenta grossi problemi di stabilità
dell'immagine sopratutto nelle sequenze iniziali dove sono visibili
ondeggiamenti delle immagini di sfondo e addirittura dei volti, dovuti a
problemi nella fase di digitalizzazione. Strano perché il film non ha
una durata eccessiva (124' anche se nella fascetta vengono indicati,
erroneamente, 100') e il film è inciso su un DVD 9 doppio strato, in
grado di garantire un'alta memorizzazione di dati. In effetti il film ha
un bit rate medio di 8,5 e non capiamo pertanto cosa sia potuto
accadere. Ad ogni modo il dettaglio è senz'altro superiore all'analoga
versione laser e i colori sono stabili e brillanti per un film di oltre
trent'anni fa.
L'audio è stato rimasterizzato in
Dolby Digital 5.1. Un'impresa difficile confrontata all'analoga versione
originale, in mono, del film. Tuttavia il lavoro è riuscito
discretamente, tutti i canali sono coinvolti nell'ascolto e il sub ogni
tanto interviene a potenziare l'effetto sonoro complessivo.
La sezione extra infine presenta un
breve documentario di 6' dal titolo "Fellini e Cinecittà", il
trailer originale del film e le note biografiche del regista.
Caratteristiche tecniche
- Disco (DVD 9)
- Menù interattivi
- Accesso diretto alle scene
- Formato cinematografico: 1.66:1
anamorfico
- Audio: Dolby Digital 5.1 Italiano e mono
italiano
Contenuti speciali
- Fellini e Cinecittà
- Note biografiche
- Trailer
Qualità Video: 7
Qualità Audio: Digital 5.1: 7 1/2 Mono:
6
Extra: 6 1/2
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