: Eagle
Pictures
PERSONAGGI E INTERPRETI
Lara Croft: Angelina Jolie
Lord Croft: John Voight
Manfred Powell: Iain Glen
Bryce: Noah Taylor
Alex West: Daniel Craig


Lara Croft è un’avventuriera per professione.
Rapida ed audace, trascorre il tempo tuffandosi in pericolose avventure
tra monumentali ed oscure cripte perdute in insidiosi templi dimenticati
dal tempo e allenandosi a costo della stessa vita in un’avanguardistica
palestra nascosta tra le stanze della sua villa principesca. Angosciata
dal ricordo del padre scomparso, ritrova per caso un misterioso
manufatto che questi aveva conservato con cura sospetta. Incuriosita,
inizia ad indagare sull’origine dell’oggetto, accorgendosi ben
presto di non essere la sola interessata ai segreti che potrebbe
svelare. Una società clandestina e millenaria, infatti, è da tempo
incalcolabile sulle tracce di una specifica combinazione d’elementi,
che sembrerebbe in grado di offrire a chi ne entra in possesso il potere
di controllare il tempo. La caccia e la ricerca cominciano e si evolvono
senza tregua.
Attraverso un linguaggio asciutto, il regista Simon
West ("Con Air", "La Figlia del Generale")
allestisce una sequenza di "livelli" fedelmente assemblata,
mescolando il primo ed il secondo capitolo della saga ludica (il tempio,
Venezia, i frammenti del triangolo, ecc.) e includendo finanche la
sezione di allenamento nella casa di Lara Croft. Gioia per gli occhi, Angelina
Jolie condiziona il paesaggio con la sua incontaminabile bellezza;
un modello eroico sfogliato ed integro al tempo stesso, allegoria di una
sensualità trattenuta senza malizia nel suo vitreo travestimento
digitale. Come il videogame a cui è ispirato, "Tomb Raider"
è un film lineare, un razionale groviglio di
stereotipi entro cui si iscrivono i comuni modelli dell’action-movie:
esempio di uno sfacciato percorso metalinguistico che ha trasformato il
cinema in gioco per ricondursi, infine, all’utero cinematografico
senza attraversare filtri coscienti, senza, cioè, sottoporre l’ultima
tappa di questo processo ad un rimaneggiamento ragionato.
Di nuovo, la sola intenzione è di adagiarsi su
collaudati meccanismi e prosciugare una reiterata strategia commerciale,
che ha trascinato nell’oblio predecessori come "Mortal Kombat"
e "Street Fighter". Ma "Tomb Raider", più di loro,
ha un debito d’esistenza con il cinema d’azione e mitologico,
saldato in un puzzle di citazioni che pescano
con poca eleganza nelle cornucopie di "Indiana Jones" e
"Guerre Stellari". È un vantaggio,
inaspettatamente. È il dominante ed unico motivo della sua parziale
riuscita. Per ciò che concerne il resto dell’impalcatura, se il
videogame proponeva il fascino di un film interattivo, il procedimento
inverso mostra invece tutti i difetti di una necessaria
semplificazione strutturale. Fortunatamente, come il gioco
prima che esaurisse la sua formula in estenuanti ripetizioni, il film è
divertente e frenetico e non mancherà di dilettare, con i suoi
riferimenti, il folto pubblico di nostalgici ammiratori che ha consumato
i polpastrelli sui pulsanti di una console.