Anno VII - Numero 28 - Dicembre 2001

I film del mese


SERENDIPITY – QUANDO L’AMORE È MAGIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Peter Chelsom
Sceneggiatura
: Marc Klein
Fotografia
: John de Borman
Scenografia
: Caroline Hanania
Costumi
: Marie-Sylvie Dveau, Mary Claire Hannon
Musica
: Alan Silvestri
Montaggio
: Christopher Greenbury
Prodotto da
: Simon Fields
(USA, 2001)

Durata
: 90’
Distribuzione cinematografica
: Buena Vista International Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jonathan Trager: John Cusack
Sara Thomas: Kate Beckinsale
Dean Kansky: Jeremy Piven
Eve: Molly Shannon
Halley Buchanan: Bridget Moynahan

È l’inverno del 1990. Il giovane Jonathan Trager vaga confuso per gli sfavillanti negozi di New York, in cerca di un’illuminazione che gli suggerisca cosa regalare alla ragazza per il Natale in arrivo. Invece, il destino incrocia la sua strada e quella di Sara, giovane e bella inglese che gironzola in un grande magazzino con il suo stesso problema. I due si sorridono, si scambiano innocenti battute e finiscono al tavolino di un bar raccontandosi la loro vita. Trascinati dal gioco di circostanze che li ha fatti incontrare, i due lasciano che sia di nuovo il caso a decidere se debba riaccadere o meno. Un messaggio in un libro ed un numero telefonico scritto su di una banconota, dovranno fare il resto. Ma dieci anni trascorrono, ed entrambi sono in procinto di sposarsi. Quando, ad un tratto, il ricordo di quella notte li riassale. 

Come il sogno di un altro ai bordi del lungo sentiero attraversato da Frank Capra, questo piccolo film torna senza presunzione alle sue lezioni sul ruolo che la sorte (nel contesto cinematografico, la mano invisibile del regista stesso e del suo arbitrio) può assumere nel determinare la direzione in cui la vita sembra scorrere, manovrata da una volontà astratta che trasforma le emozioni nello strumento della farsa ed i corpi in lembi di carta gettati al capriccio del vento. La vorticosa esistenza emozionale degli uomini (dei personaggi), da cui dipendono le loro stesse ipertrofiche sembianze (forma e contenuto in rapporti simmetrici), poggia su di una scacchiera che sottintende un inganno: per quanto offra l’illusione di regole ordinate entro cui presagire le mosse del nostro futuro, il padrone le confonde inabissando ogni certezza nel caos. Così, il fato esiste e non può essere previsto. Al massimo, atteso. 

Nelle commedie di Frank Capra, il destino ha sempre giustificato i raffinati meccanismi del suo stile, da "Accadde Una Notte" a "Mr. Smith Va a Washington", a "La Vita è Meravigliosa" e Peter Chelsom, al pari di ogni lontano discepolo, ne insegue le tracce realizzando un piccolo film che ha il candore di un decoroso omaggio senza troppe pretese. Soltanto, la sua messinscena cede spesso ad esuberanze grossolane che svelano ingenuamente la debolezza degli artifici narrativi. Per questo, anche se gli attori sono tutti molto bravi, il disegno del destino che vorrebbe allestire diventa tanto prevedibile da consumare buona parte dell’interesse e del divertimento. Ma poiché una formula di successo rivela comunque i suoi vantaggi, la patinatura e l’atmosfera sembrano funzionare dove cedono regia e sceneggiatura, portando a rifinire un pregevole lavoro in gaudiosa sintonia con il clima che avvolge la sua ambientazione.

Francesco Russo


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)