: Warner
Bros Italia
PERSONAGGI E INTERPRETI
Chris Cole: Mark Wahlberg
Emily Poule: Jennifer Aniston
Kirk Cuddy: Dominic West
Mats: Timothy Spall
Rob: Timothy Olyphant
Tania: Dagmara Dominczyk
Bobby Beers: Jason Fleming
moglie di A.C.: Rachel Hunter


Sullo
sfondo del panorama musicale degli anni ottanta, tra gli eccessi delle
rock star e il frastuono della musica suonata a tutto volume, Chris Cole
sogna di diventare il cantante della storica band dei Steel Dragon.
Nonostante il suo talento vocale, Chris si rifiuta di scrivere la sua
musica e costringe i compagni della sua tribute band Blood Pollution a
suonare alla perfezione i pezzi degli Steel Dragon. Allontanato dal
gruppo proprio per questo suo maniacale desiderio di imitazione, Chris
viene casualmente chiamato dalle vere rock star per sostituire il
cantante Bobby Beers. I suoi sogni sembrano avverati, in pochi giorni,
con il nome di Easy, prende il posto di Bobby nel cuore dei fan,
vestendo i suoi panni e cantando alla perfezione le sue canzoni. Ben
presto però la vita sregolata del gruppo travolge lui e la sua ragazza
Emily.
Divertente
e rumorosa commedia, questo film rappresenta una sorta di nuovo musical
anni duemila. La roboante colonna sonora, un miscuglio di pezzi
originali, nel più puro stile heavy metal, e di brani resi celebri da
rock star intramontabili, è stata curata nei minimi dettagli, così
come la scelta dei protagonisti tra i quali molti sono star della musica
rock, presi in prestito dal panorama musicale, Jason Bonham, batterista
degli Steel Dragon è il figlio dello scomparso batterista dei Led
Zeppelin John Bonham, Zakk Wylde, in passato nella band di Ozzy Osbounre,
interpreta il ruolo di Ghode degli Steel Dragon e lo stesso Mark
Wahlberg ha un passato di artista hip hop.
Il
film è piacevole e comico nei momenti giusti, funziona bene
come macchina spettacolare, ed offre nello stesso tempo uno spaccato del
mondo musicale degli anni ottanta, sregolato ed eccessivo tanto da
essere quasi crepuscolare, peccato però che la
solita morale buonista, che predica l’essere se stessi e il
trovare la propria voce, intuibile fin dal principio, renda
il film un po’ scontato e banale.
Danila
Filippone