:
Keyfilms
PERSONAGGI E INTERPRETI
Lalit Verma: Naseeruddin Shah
Pimmi Verma: Lillete Dubey
Ria Verma: Shefali Shetty
Aditi Verma: Vasundhara Das


A
Nuova Dehli, mentre si avvicina il tempo delle piogge monsoniche, una
famiglia si ritrova per organizzare il matrimonio di una delle tre
figlie. Tra il trambusto dei preparativi e i disordini domestici,
nessuno tranne la sorella sembra accorgersi del distacco della promessa
sposa, fresca del suo difficile amore per Vikram, presentatore
televisivo sfacciato e di bell’aspetto. Intanto, dall’America giunge
l’uomo con cui dovrà unirsi in matrimonio, un giovane ingegnere di
origini indiane. Confusa e turbata dalla prospettiva di dover
abbandonare la sua terra, Aditi fugge e torna a gettarsi tra le braccia
dell’amante. Attorno alla sua vita ne scorreranno tante altre
intimamente intrecciate; piccole e dense storie di famiglia che, alla
fine, diventano altrettanto imprescindibili.
Un
film leggero e lontano dall’abuso d’impliciti, con un
insolito sguardo sulla commedia francese di cui, infatti, ha molti
tratti somatici. È dinamico, insolente, diretto nel suo percorso di
tesi e catarsi che conduce inevitabilmente ad una ciotola di codici
morali, prossimo ad un linguaggio che è endemico nello scenario europeo
e apprezzato da un ampio settore delle arti rappresentative. Il
rigoglioso contenitore asiatico, al contrario, si è sempre esposto con
cautela alle influenze di una comicità eccessiva e indirizzata,
preferendo iter meno lineari. La sobrietà di questa pellicola, allora,
la rende già un piccolo evento, pur non rappresentando niente di nuovo
ed ecumenico.
Qui
il segreto è soprattutto nel montaggio di Allyson
C. Johnson, fluido e ben strutturato, che si adatta alle
frequenti variazioni di ritmo senza influire sull’attenzione del
pubblico. La Nair ("Missisipi Masala",
"Kamasutra", "Salaam Bombay"), invece, dirige con
compostezza e si concede poche licenze, fedele al suo stile generoso di
professionalità quanto avido di voli pindarici, con cui realizza un’ordinaria
spirale di eventi preconfezionati che trascina con sé abusate storie di
pedofilia, incomunicabilità, crucci del cuore e quotidiane speranze,
accompagnate da balli e da corrispondenze metaforiche ordinarie. Ma come
spesso accade, trame disallineate trovano il sostegno di un cast d’eccezione.
Non tutti i protagonisti sono memorabili, ma
alcuni di loro riescono a proteggere la stabilità di un impianto
cedevole, dimostrandosi, al pari della montatrice, i veri autori del
film. Allo spettatore decidere se questo Leone D’Oro sia o
meno meritato.