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MALEFEMMENE
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Fabio
Converso
Sceneggiatura: Gioia
Scola, Anna Pavignano
Fotografia: Maurizio
Calvesi
Scenografia: Massimo
Antonello Geleng
Costumi: Alessandro
Lai
Musica: Carlo
Crivelli
Montaggio: Massimo
Fiocchi
Prodotto da: Gioia Scola
(Italia, 2001)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Francesca: Giovanna
Mezzogiorno
Nunzia: Angela Molina
Candela: Ana Fernandez
Patrizia: Sabina Began
Donna bionda: Clotilde De Spirito

Francesca,
Nunzia, Candela. Sono tutte "malefemmene", rinchiuse in un
istituto di detenzione per aver condiviso il cammino criminale di uomini
sbagliati. Per averli accompagnati e sostenuti con il loro silenzio e, a
volte, con la complicità. Sono quelle che rispondono dell'accusa
soprannominata tra le donne del carcere "articolo 69". Ree di
aver amato in modo sconsiderato, ingenuo, acritico personaggi di spicco
della malavita o piccoli delinquenti. La protagonista del primo film di
Fabio Conversi (già operatore e direttore delle fotografia di Comencini,
Von Trotta, Cavani, Wertmuller), Luna, è Francesca, giovane stella in
ascesa, attrice da copertina tv che si innamora di un uomo sbagliato e
finisce per dividere una cella afosa con altre cinque donne. Rumorose,
ingombranti, intolleranti, ignoranti, pure popolane. Ma affascinanti ai
suoi occhi di schiva ragazza borghese. Dopo un primo momento di
smarrimento sono loro che introducono Francesca ai riti e ritmi
quotidiani della vita carceraria, dal pranzo alla compilazione della
lista della spesa, dalla doccia alla settimanale seduta dal
parrucchiere. E' così che Francesca impara l'arte di mantenere la
dignità anche nell'apparente insensatezza che può nascere in un
ambiente così ostile, la capacità di emozionarsi in quei quattro
angoli calpestati da mille anime diverse. Tra le donne, in particolare,
stringe una profonda amicizia con Nunzia, donna di camorra, che le
racconta la sua storia "sbagliata" e meravigliosa, piena di
passione e di coraggio. Una confidenza tenera e serrata, spezzata
dall'avviso inatteso, per Francesca, della scarcerazione. Ma
poco prima di ritornare in libertà la giovane riceve da Nunzia una
richiesta pericolosa, un'importante prova di quell'amicizia nata dietro
il portone di ferro di una cella. Non male l'idea, nata dall'esperienza
della produttrice Gioia Scola e affidata alle mani sensibili di Fabio
Conversi, e non male neanche la poesia che si respira qua e là tra una
confidenza e l'altra. Tuttavia sono proprio quei silenzi, quegli sguardi
carichi di malinconia ad appesantire un film che poggia tutte le sue
forze su due ottime interpretazioni, quella della Mezzogiorno e quella
della Molina.
Fania
Petrelli
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