: 01
Distribution, Studio Canal
PERSONAGGI E INTERPRETI
Russ Richards: John Travolta
Crystal: Lisa Kundrow
Gig: Tim Roth
Dick: Ed O’Neil
Lakewood Bill Pullman


Russ
Richards è il celebre metereologo di una televisione locale in
Pennsylvania e il proprietario di un negozio che vende motorette da
neve. Vive un’esistenza di lussi e privilegi che sta per essere
sconvolta dall’imminente fallimento della sua attività. Abituato a
dissipare tutto ciò che guadagna, Russ non riesce ad accumulare i soldi
necessari per coprire il suo suo crollo finanziario. Dapprima, si
rivolge al bizzarro Gig, propietario di un bar con spogliarelliste che
lo coinvolge in una truffa dagli esisti disastrosi. Poi, costretto a
risolvere anche questo grattacapo, chiede aiuto ad una frivola ragazza
del bingo in TV, Crystal, con cui progetta di raggirare la lotteria
truccando i numeri nella sfera. Ma un destino avverso decide che persino
questa frode, nonostante sembri garantire il successo, si riveli un
fallimento, innescando una reazione a catena che condurrà i complici
verso un’inarrestabile spirale di crimini. Intanto, si riversano sulle
loro tracce il vile direttore del canale televisivo ed un poliziotto
inetto e disonesto.
Dopo
aver rivelato il suo talento con la sceneggiatura di "Harry ti
presento Sally…", Nora Ephron si è
dedicata ad alcune piccole commedie di poco sapore come "Insonnia d’Amore"
e C’è Post@ per Te". In questo film si spinge verso un
rovesciamento: se nelle commedie che l’hanno preceduto, la Ephron
tendeva a dimostrare con irritante leziosaggine l’intaccabile sostanza
dei massimi valori morali (tentando di rispettare i principi dettati da
Frank Capra), qui scoperchia la sua disillusione illustrando un universo
sociale che stravolge il senso della virtù, dove inseguire obiettivi
materiali è la porta che si spalanca sulla strada del successo. Russ
Richards è, fuor d’ogni dubbio, un criminale, un truffatore, un
cinico e balordo arrivista, nonché il complice in una sequela di
spregevoli delitti. Eppure il personaggio è amabile e carismatico,
tanto per lo spettatore in sala quanto per il pubblico del metacinema
che abita la pellicola.
La
regista, confermando la sua approfondita cognizione dei movimenti
narrativi stratificati nella commedia, realizza il sotterfugio che
impone un’occulta complicità tra il racconto ed il pubblico, il quale
accetta di seguirlo sino al punto di scoprirsi, suo malgrado, coinvolto
nella beffa. Lo scherzo offre l’opportunità di veder riflessi i
propri vizi, senza che l’intenzione appaia provocatoria e a tal scopo,
ogni caratterista diventa un’icona entro cui si affollano debolezze
univoche ed iperboliche. Ad ogni modo, questa non è una soluzione che
attendeva la comparsa di Nora Ephron, poiché la commedia ha sempre
seguito il percorso della satira, da Wilder a Landis. A distinguere
costoro era la certezza di essere registi, non soltanto sceneggiatori,
in grado di distribuire il ritmo con l’esperienza di chi sa coordinare
un meccanismo. I difetti di questo film,
invece, si dimostrano nella gestione degli avvicendamenti, che alternano
vivaci iniziative a pause dilatate e superflue, creando un
varco a noiose disattenzioni che penalizzano imperdonabilmente il
risultato finale. Piuttosto gli attori, davvero tutti, si dedicano ai
rispettivi ruoli con ammirevole mestiere, contribuendo a salvare una
valida intuizione dall’insufficienza del suo tentennante procedimento.