Anno VII - Numero 28 - Dicembre 2001

I film del mese


MAGIC NUMBERS
(LUCKY NUMBERS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Nora Ephron
Sceneggiatura
: Adam Resnick
Fotografia
: John Lindley
Scenografia
: Dan Davis
Costumi
: Albert Wolsky
Musica
: Andrew Lazar
Montaggio
: Barry Malkin
Prodotto da
: Jonathan D. Krane, Sean Daniel
(USA, 2001)

Durata
: 106’
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution, Studio Canal

PERSONAGGI E INTERPRETI

Russ Richards: John Travolta
Crystal: Lisa Kundrow
Gig: Tim Roth
Dick: Ed O’Neil
Lakewood Bill Pullman

Russ Richards è il celebre metereologo di una televisione locale in Pennsylvania e il proprietario di un negozio che vende motorette da neve. Vive un’esistenza di lussi e privilegi che sta per essere sconvolta dall’imminente fallimento della sua attività. Abituato a dissipare tutto ciò che guadagna, Russ non riesce ad accumulare i soldi necessari per coprire il suo suo crollo finanziario. Dapprima, si rivolge al bizzarro Gig, propietario di un bar con spogliarelliste che lo coinvolge in una truffa dagli esisti disastrosi. Poi, costretto a risolvere anche questo grattacapo, chiede aiuto ad una frivola ragazza del bingo in TV, Crystal, con cui progetta di raggirare la lotteria truccando i numeri nella sfera. Ma un destino avverso decide che persino questa frode, nonostante sembri garantire il successo, si riveli un fallimento, innescando una reazione a catena che condurrà i complici verso un’inarrestabile spirale di crimini. Intanto, si riversano sulle loro tracce il vile direttore del canale televisivo ed un poliziotto inetto e disonesto. 

Dopo aver rivelato il suo talento con la sceneggiatura di "Harry ti presento Sally…", Nora Ephron si è dedicata ad alcune piccole commedie di poco sapore come "Insonnia d’Amore" e C’è Post@ per Te". In questo film si spinge verso un rovesciamento: se nelle commedie che l’hanno preceduto, la Ephron tendeva a dimostrare con irritante leziosaggine l’intaccabile sostanza dei massimi valori morali (tentando di rispettare i principi dettati da Frank Capra), qui scoperchia la sua disillusione illustrando un universo sociale che stravolge il senso della virtù, dove inseguire obiettivi materiali è la porta che si spalanca sulla strada del successo. Russ Richards è, fuor d’ogni dubbio, un criminale, un truffatore, un cinico e balordo arrivista, nonché il complice in una sequela di spregevoli delitti. Eppure il personaggio è amabile e carismatico, tanto per lo spettatore in sala quanto per il pubblico del metacinema che abita la pellicola. 

La regista, confermando la sua approfondita cognizione dei movimenti narrativi stratificati nella commedia, realizza il sotterfugio che impone un’occulta complicità tra il racconto ed il pubblico, il quale accetta di seguirlo sino al punto di scoprirsi, suo malgrado, coinvolto nella beffa. Lo scherzo offre l’opportunità di veder riflessi i propri vizi, senza che l’intenzione appaia provocatoria e a tal scopo, ogni caratterista diventa un’icona entro cui si affollano debolezze univoche ed iperboliche. Ad ogni modo, questa non è una soluzione che attendeva la comparsa di Nora Ephron, poiché la commedia ha sempre seguito il percorso della satira, da Wilder a Landis. A distinguere costoro era la certezza di essere registi, non soltanto sceneggiatori, in grado di distribuire il ritmo con l’esperienza di chi sa coordinare un meccanismo. I difetti di questo film, invece, si dimostrano nella gestione degli avvicendamenti, che alternano vivaci iniziative a pause dilatate e superflue, creando un varco a noiose disattenzioni che penalizzano imperdonabilmente il risultato finale. Piuttosto gli attori, davvero tutti, si dedicano ai rispettivi ruoli con ammirevole mestiere, contribuendo a salvare una valida intuizione dall’insufficienza del suo tentennante procedimento.

Francesco Russo


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