Anno VII - Numero 28 - Dicembre 2001

I film del mese


LUCKY BREAK

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Peter Cattaneo
Sceneggiatura

Fotografia
: Alwin Kuchler
Scenografia
: Max Gottlieb
Costumi
: Ffion Elinor, Marion Weise
Musica
: Anne Dudley
Montaggio
: David Gamble
Prodotto da
: Ubaldo Pasolini, Uri Fruchtmann, Barnaby Thompson
(Inghilterra, 2001)

Durata
: 107'
Distribuzione cinematografica
: 01 Distribution

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jimmy: James Nesbitt
Annabel: Olivia Williams
Cliff: Timothy Spall
Roger: Bill Nighy
Rudy: Nelly James

Una coppia di maldestri criminali decide di tentare il colpo della vita, ma la rapina in banca che organizzano finisce male. I due finiscono così nel carcere di Long Rutford, cui soprattutto Jimmy (James Nesbitt) non si rassegna. Non gli ci vuole molto, infatti, per escogitare un piano: complice la malcelata passione del direttore del carcere per i musical, il piano prevede appunto di organizzarne uno all’interno del carcere, con i detenuti come protagonisti, e, durante la "prima", di approfittare della confusione per scappare.
Il racconto delle difficoltose prove dello spettacolo, con i detenuti decisamente riottosi e il direttore entusiasta, si intreccia con la storia d’amore che sembra sbocciare tra Jimmy e Annabel (Olivia Williams), affascinante funzionaria della "Unità di sostegno e riabilitazione". Così, al momento fatidico della fuga, Jimmy si troverà a dover scegliere tra l’amore e la libertà.

Il regista Peter Cattaneo si trova in una situazione tutt’altro che invidiabile: convincere pubblico e critica di non essere un semplice fuoco di paglia, dopo l’exploit di "The full monty", che è stato non solo uno straordinario successo commerciale, ma ha anche avuto il raro privilegio di entrare nell’uso comune, nei modi di dire.
L’impressione
, con "Lucky Break", è che Cattaneo non abbia voluto correre rischi: la sua scelta è stata di non cambiare più di tanto il meccanismo del fortunato film d’esordio, modificando solo ambientazione e personaggi ma non la struttura narrativa. Peccato che, al cinema, non basta usare gli stessi ingredienti nelle stesse quantità per ripetere un piatto particolarmente riuscito.

Con questo non si vuole affermare che "Lucky Break" sia un brutto film: si tratta anzi di un film discreto, ben confezionato, ben recitato da un cast in grado di assecondare una certa deriva di Cattaneo verso una caratterizzazione eccessiva dei personaggi, con una ottima colonna sonora (in questo sì, sulla degna scia di "The full monty") e una buona scelta dei tempi comici.
Non è un caso che "Lucky Break" sia risultato uno dei film più applauditi all’ultima mostra del cinema di Venezia: succede spesso, a Venezia, che le commedie leggere, se ben riuscite, risultino particolarmente apprezzate proprio in quanto pausa salutare tra film nel complesso decisamente più impegnativi. Così si è pronti a perdonare anche mancanza di spessore in cambio di un po’ di salutare ossigeno.

Fuori dai festival, però, il pubblico potrebbe pretendere qualcosa in più. Così, se Cattaneo programmaticamente se ne frega della verosimiglianza (e il carcere sembra quasi un villaggio vacanze), abbandona anche quella vena tragicomica che forse era il vero segreto del successo di "The full monty" (che, ricordiamocelo, prendeva spunto da una tragedia sociale).
In conclusione, se "Lucky Break" è in grado di soddisfare pienamente un pubblico in cerca di una buona commedia senza pretese, rischia di deludere quanti si accostino al film con in mente il fortunato film d’esordio di
Cattaneo. Oppure quanti si ricordino ancora molto bene un recente film, "Breaking out", del regista svedese Daniel Lind Lagerlöf, uscito nel 1999 (da noi l’anno successivo): dire che la trama è quasi identica rischia di essere un eufemismo.

Andrea Nobile


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