:
Twentieth Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Liu Juan: Jet Li
Jessica : Bridget Fonda
Richard : Tchèky Karyo
Aja: Laurence Ashley
Zio Tai: Burt Kwouk


Liu
Juan è un agente esperto d’arti marziali, inviato a Parigi dal
governo cinese con lo scopo di affiancare un poliziotto locale, Richard,
nello svolgimento di una missione top secret. Il primo incontro lascia
Liu turbato, dubbioso degli atroci metodi ostentati dal poliziotto. Poi,
mentre la missione è in corso, qualcosa sfugge al controllo dell’agente
cinese, che si accorge di essere stato tradito da Richard e dalla sua
squadra. Liu riesce a fuggire per il rotto della cuffia, saccheggiando
dalla camera dei controlli una videocassetta che, a causa di una
fortuita disattenzione, documenta con esattezza come si sono svolti i
criminosi eventi. Costretto a nascondersi perché accusato di un
omicidio che non ha commesso, attende di essere messo in contatto con i
suoi capi, mentre un agente segreto in pensione gli offre una copertura
nel suo ristorante. Qui, per un caso, Liu incontra Jessica, giovane
prostituta tossicodipendente vincolata a Richard da un crudele ricatto,
con cui accetta di collaborare allo scopo di sconfiggere il malfattore.
Ma per arrivare a Richard bisogna innanzi tutto affrontare la compagine
di fedeli alleati che si trascina dietro.
Molte
mani hanno preso parte alla scrittura di questo film, dallo specialista Robert
Mark Kamen ("Arma Letale 3" e "Karate Kid")
al prestigioso Luc Besson, passando
attraverso lo stesso Jet Li. Ad ogni modo,
si tratta di un fuggevole intervento per il regista francese la cui
identità, radiografando la stesura dello script, sembra rivelarsi
soprattutto nella parte introduttiva. La sua abitudine a disperdere i
segnali che chiariscono l’azione, inserendoli in uno sviluppo
nevrotico che assimila sottrazioni e punti interrogativi senza che
questi influiscano sulla plausibilità degli eventi, realizza nel
proemio un artificio pregevole ed efficace. In questa fase, ogni
accadimento rimane avviluppato nell’ombra e nell’enigma che
coinvolgono, attraverso un effetto di coincidenza, tanto lo spettatore
quanto il protagonista. Una volta conquistata l’attenzione del
pubblico, infine, la sua mano svanisce in un
copione di routine, facilmente riconducibile agli stereotipi del cinema
d’azione contemporaneo.
Da
qui in poi sarà un susseguirsi di rocamboleschi inseguimenti e scontri,
interessati esclusivamente alla dimostrazione del talento tecnico
esibito dagli sconcertanti colpi di Jet Li, nuovo ed indiscusso maestro
delle arti marziali sul grande schermo. Il campione, a cui si deve l’idea
originale, riesce comunque a nutrire la tensione con le varianti che
distinguono gli action-movie orientali, riempiendola di quell’inesorabile,
massimalista e brutale percezione della vendetta che porta gli sviluppi
verso un risultato decisamente magnetico. Non
è un capolavoro, ma è certamente in grado di offrire cento minuti d’incessante
divertimento.