Anno VII - Numero 28 - Dicembre 2001

I film del mese


LA VERA STORIA DI JACK LO SQUARTATORE
(
FROM HELL)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Albert ed Allen Hughes
Sceneggiatura
: Terry Hayes, Rafael Yglesias
Fotografia
: Peter Deming
Scenografia
: Martin Childs
Costumi
: Kym Barrett
Musica
: Trevor Jones
Montaggio
: Dan Lebental
Prodotto da
: Peter Simpson, Allan Scott
(USA/Rep.Ceca, 2001)

Durata
: 120'
Distribuzione cinematografica
: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Fred Abberline: Johnny Depp
Mary Kelly: Heather Graham
Sir William Gull: Ian Holm
Netley: Jason Flemyng
Peter Godley: Robbie Coltrane
Kate Eddowes: Leslie Sharp

Jack lo Squartatore è una delle figure sulle quali il cinema orrorifico è più volte tornato nel corso della sua storia: i cinque, sanguinosissimi delitti commessi dal misterioso individuo a Whitechapel, quartiere sottoproletario della Londra vittoriana, nell’autunno del 1888, hanno ispirato una quantità di pellicole sterminata ed eccitato la fantasia di registi e sceneggiatori. Tornano ora sull’argomento i fratelli Hughes, reduci da opere quanto meno singolari quali "Menace II - Society" (1993) e "Dead Presidents" (1995), prendendo le mosse con "From Hell" dall’omonimo racconto a fumetti di Alan Moore ed Eddie Campbell. Non è nuova la tesi che qui si sostiene, identificando l’omicida in una persona del giro della famiglia reale; ma è comunque interessante ed ingegnoso il plot, che mescola sequenze in puro stile orrorifico a lunghi brani incentrati sul gusto della detection, lasciando spazio pure ad una atipica vicenda d’amore.

Una delle carte vincenti del film è l’aver eletto l’eccellente Johnny Depp a protagonista, nei panni dell’ispettore di polizia Fred Abberline: modellato parte sul personaggio storico di Frederic George Abberline, parte su Sherlock Holmes, il suo detective - gravato da una pena segreta, al cui peso sovente reagisce perdendosi nell’oppio e nell’assenzio - attraversa i più miseri quartieri londinesi mosso da una indicibile pietas per la morte di tante vittime innocenti e sostenuto da una fervida volontà di capire. Altro atout di "From Hell" è la fotografia di Peter Deming (già distintosi per il suo straordinario lavoro in "Strade perdute" di David Lynch), che illumina a meraviglia le strade sinistre e minacciose di Whitechapel contribuendo a creare un’atmosfera incubica e straniante: pur poco mostrando in termini di esplicite efferatezze, la narrazione ingenera nello spettatore un senso di indicibile angoscia che si colora di terrore nelle icastiche ma efficaci sequenze delle uccisioni. 

Con un occhio ai classici Hammer della fine degli anni ‘50 e l’altro ai dipinti della scuola fiamminga, gli Hughes sono riusciti nell’impresa non semplice di dar vita ad un horror movie capace di valicare gli steccati di genere: se a volte si abbandonano a virtuosismi ed espedienti di regia fini a se stessi, hanno però abbastanza polso per tener ferma la rotta. Nella direzione d’un discorso per nulla velato sugli orribili soprusi perpetrati dalle classi dirigenti verso gli umili e gli indifesi, destinati a subir violenza nella carne e nell’anima, squartati o lobotomizzati sull’altare della ragione di Stato. Agli Abberline che non ci stiano, è concesso solo di smarrirsi nei fumi degli oppiacei: finché una provvida morte, ovviamente, non intervenga ad alleggerir la coscienza di ciascuno.

Francesco Troiano


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