Anno VII - Numero 28 - Dicembre 2001

I film del mese


COMPAGNIE PERICOLOSE
(KNOCKAROUND GUYS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Brian Koppelman, David Levien
Sceneggiatura
: Brian Koppelman, David Levien
Fotografia
: Tom Richmond
Scenografia
: Lester Cohen
Costumi
: Beth Pasternak
Musica
: Clint Mansell
Montaggio
: David Moritz
Prodotto da
: Lawrence Bender, Brian Koppelman, David Levien
(USA, 2001)

Durata
: 88'
Distribuzione cinematografica
: Nexo

PERSONAGGI E INTERPRETI

Teddy Deserve: John Malkovich
Benny "Chains" Demaret: Dennis Hopper
Taylor Reese: Vin Diesel
Matt Demaret: Barry Pepper
Johnny Marbles: Seth Green
Chris Scarpa: Andrew Davoli

Figlio di un potente malavitoso, Matt Demaret è tenuto fuori dagli affari di famiglia, non avendo da bambino superato la prova d’accesso al mondo della criminalità. A furia d’insistere, tuttavia, egli convince suo zio Teddy Deserve a dargli un’opportunità per entrare nel giro e riconquistar la fiducia paterna: l’incarico consiste nel riportare una valigia zeppa di danaro dalla costa occidentale a Brooklyn. Matt si affida al pilota Johnny Marbles, ma qualcosa va per il verso storto: quest’ultimo perde la valigia a Wilbaux, una piccola cittadina del Montana, ed al Nostro - dopo aver ottenuto il sostegno del suo miglior amico, Taylor Reese, e di Chris Scarpa, cugino di Johnny - non resta che mettersi in cerca dei soldi...

Esordio dietro la macchina da presa pel duo Brian Koppelman-David Levien, già responsabile della sceneggiatura di "Rounders - Il giocatore" (diretto nel 1997 da John Dahl), "Compagnie pericolose" ibrida il bildungsroman di ambiente gangsteristico alla "Billy Bathgate" (1991) con il racconto noir survoltato ed iperviolento in stile "Le iene" (1992): del film di Tarantino, in particolare, si cita (ancora!) la ormai stravista scena delle pistole puntate in direzioni che s’incrociano. Di contro, latitano le idee nuove: l’andamento della vicenda è asfittico, lo scioglimento prevedibile, la prestazione dell’intero cast non più che corretta. La sequenza della scazzottata nel bar, preceduta dal discorsetto sulle "500 risse", è l’unica a suscitare un qualche interesse nello spettatore: quanto al resto, il solo motivo di gratitudine che si può nutrire per i neoregisti riguarda la brevità del metraggio.

Francesco Troiano


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