Anno VI - Numero 21 - Aprile 2001

I film del mese


THIRTEEN DAYS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Roger Donaldson
Sceneggiatura
: David Self
Fotografia
: Andrzej Bartkoviak, Roger Deakins, Christopher Duddy
Scenografia
: Dennis Washington
Costumi
: Isis Mussenden
Musica
: Trevor Jones
Montaggio
: Conrad Buff
Prodotto da
: Marc Abraham, Peter O. Almond, Armyan Bernstein, Kevin Costner
(USA, 2001)

Durata
: 145'
Distribuzione cinematografica
: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Kenny O’Donnel: Kevin Costner
John F. Kennedy: Bruce Greenwood
Robert F. Kennedy: Steven Culp
Robert McNamara: Dylan Baker
Adlai Stevenson: Michael Fairman
Dean Rusk: Henry Strozier

16 ottobre 1962: il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy viene a conoscenza del fatto che l’Urss ha impiantato in territorio cubano delle basi missilistiche equipaggiate con testate nucleari. I sovietici negano, ma l’evidenza di alcune foto scattate tramite ricognizioni aeree non lascia spazio a dubbi. E’ l’inizio di una delle più drammatiche crisi politiche del dopoguerra, che avrebbe potuto sfociare in un conflitto atomico disastroso per l’intero pianeta: fortunatamente non andò così, la ragione finì per prevalere e le due superpotenze trovarono un accordo che portò allo smantellamento del micidiale arsenale. Il tutto avvenne nel corso di tredici giorni: quelli raccontati da Roger Donaldson in questo film, sulla scorta d’una tesa sceneggiatura che David Self ha scritto basandosi sui libri di Ernest R.May e Philip D.Zelikow, nonché sulla testimonianza diretta dell’allora consigliere personale del presidente Kenny O’Donnel.

E’ quest’ultimo personaggio - interpretato da Kevin Costner con qualche sottolineatura di troppo - il fulcro narrativo della pellicola: onde evitare di concentrarsi troppo sul team Kennedy, probabilmente, o in omaggio ad una ricerca fin troppo meticolosa delle somiglianze fisiche coi modelli originali. Scandito come un thriller, del quale il finale è tuttavia già scritto, "Thirteen Days" scorre fluido malgrado il suo non contenuto metraggio: le riunioni nello studio ovale della Casa Bianca, le discussioni con i militari interventisti e guerrafondai, l’affannosa ricerca d’una via d’uscita da parte dei protagonisti sono inscenate con un certo piglio, non disgiunto da un buon senso del ritmo.

Ciò malgrado, il regista non riesce ad evitare toni agiografici nell’evidenziare le virtù dei Kennedy né cedimenti al virgolettato famigliar-edificante: ne risulta un prodotto che ha nella probità degli intenti il principale pregio ed il maggior limite, fatte salve la professionalità dei contributi tecnici e l’ottima prestazione di tutto il cast.

Francesco Troiano

Il sito ufficiale del film


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