Anno VI - Numero 21 - Aprile 2001

I film del mese


LA PARTITA
(THE LUZHIN DEFENSE)

CAST TECNICO ARTISTICO

RegiaMarleen Gorris
Sceneggiatura
Peter Berry, tratto dal romanzo di Vladimir Nabokov "La difesa di Luzhin, edito da Adelphi
Fotografia
Bernard Lutic
Scenografia
Tony Burrough
Costumi
Jany Temime
Musica
Alexandre Desplat
Montaggio
Michael Richwein
Prodotto da
Caroline Wood, Stephen Evans, Philippe Guez
(UK, Francia 2001)

Durata
: 112'
Distribuzione cinematografica
: Istituto Luce

PERSONAGGI E INTERPRETI

Luzhin: John Turturro
Natalia: Emily Watson
Vera: Geraldine James
Valentinov: Stuart Wilson
Stassard: Christopher Thompson

In una mite Italia del 1929, risparmiata qui dalle ombre della dittatura fascista, uno stravagante giocatore di scacchi russo, Alexander Luzhin, si ritrova a disputare uno dei tornei più importanti della sua altalenante carriera di professionista. Nella fiorita cornice di un albergo da sogno nella regione dei laghi incontra Natalia, giovane donna di buona famiglia, interiormente emancipata e non ancora destinata a un buon partito dell’alta borghesia europea. L’amore, improvviso ed incontenibile, si traduce in una rapida richiesta di matrimonio, corrisposta con contenuta passione dalla giovane. Nel mondo autistico fatto solo di re, regine, fanti, mosse e difese di Luzhin, il sentimento per Natalia stravolge le dinamiche di una vita imperniata sul gioco, rompendone il malsano equilibrio con conseguenze tragiche sulla vita di entrambi. 

Tratto da un romanzo di Vladimir Nabokov, il film racconta con efficaci flash-back il calvario spinoso dell’adolescenza difficile di Alexander, della scoperta del suo talento, della separazione dei suoi genitori, dell’allontanamento da casa insieme al maestro che lo abbandonerà quando non potrà più sfruttarlo. E della sua rivincita sul destino, sempre da solo, lontano da ogni contatto umano, chiuso nel suo universo surreale. Fino all’incontro di quella voce "aspettata da tutta la vita" che lo allontanerà violentemente ma con amore dalla sua natura.

Nella parte dell’eccentrico Luzhin un John Turturro poco convincente, goffo ed esasperato nei tic fisici e nelle ossessioni psicologiche del personaggio, accostato ad una Emily Watson compassata ma intensa, perfetta in ruoli di donne complesse e determinate nel seguire e perseguire il proprio amore, a dispetto di tutte le convenienze e le convenzioni. Poetico per certi versi, con una fotografia pulita che offre allo spettatore tutto lo splendore dei colori naturali di certi paesaggi italiani, il film colpisce per l’intensità della storia ma fallisce nella costruzione dei personaggi, un po’ sbiaditi per esprimere un dramma così forte e trasmettere dei veri sentimenti di assolutezza e disperazione.

Fania Petrelli


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