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IL
MISTERO DELL'ACQUA
(THE WEIGHT OF WATER)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: Alice Arlen
Fotografia: Adrian Biddle
Scenografia: Karl Juliusson
Costumi: Marit Allen
Musica: David
Hirschfelder
Montaggio: Daniel
Craven, Howard E. Smith
Prodotto da: A. Kitman Ho, Sigurjon
Sighvatsson, Janet Yang
(USA, 2000)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: BIM
PERSONAGGI E INTERPRETI
Thomas: Sean Penn
Jean: Catherine McCormack
Adaline: Elisabeth Hurley
Rich: Josh Lucas
Maren: Sarah Polley

Difficile
dimenticare un amore segreto, doloroso e totale. Un amore innaturale,
incestuoso. Si accetta la vita che gli altri ci impongono, ma la
rassegnazione non è una scelta. E la rabbia trattenuta dal silenzio è
come un vulcano addormentato. Che non vuol dire spento. Questa è la
storia di Maren, trapiantata dalla Norvegia in un'isola sperduta a largo
del Maine. Nel 1873. Reintegrata a forza in un contesto morale e normale
per dimenticare il suo passato. I fantasmi non scompaiono e Maren rimane
inghiottita in un vortice di violenza e passione che trascina con sé
cose e persone con conseguenze disastrose.
Jean è una fotoreporter. Moglie di un poeta pluripremiato, idolo delle
donne, schiavo della bottiglia. Jean deve fare un servizio su un'isola
sperduta al largo del Maine, dove nel 1873 sono stati compiuti due
atroci delitti. A bordo di una barca Jean e il marito, ospiti del
cognato e della sua nuova fiamma, partono alla volta del Maine per
indagare su una storia strana, misteriosa e sinistra. La storia di Maren
e del sangue che è stato versato in una nebbiosa notte di fine
Ottocento. Due racconti paralleli,
lontani nel tempo e nello spazio, accomunati da una stessa ansia
segreta. Quella di due donne sopraffatte dal desiderio e dal senso di
inutilità. Schiacciate da un amore vissuto male. Che si conclude in
maniera anche peggiore.
Sono
passati sei anni dal thriller fantascientifico con cui Kathryn
Bigelow ha entusiasmato critica e pubblico. "Strange days"
è del 1995. Si era fatta notare con altri esperimenti interessanti, da
un film d'azione come "Point Break" al commovente "Near
Dark", opera prima, perfetto esempio di vampirismo contemporaneo.
Questo è un progetto ambizioso, ma contorto, che tenta di fondere
passato e presente (con risultati sicuramente superiori per la parte
dedicata al passato). L'intrusione continua di flashback all'interno
della narrazione è il segno di un'indubbia tecnica cinematografica, pur
rispondendo ad una convinzione pretestuosa più che effettiva. Le due
storie non hanno poi così tanti elementi in comune, o almeno ne hanno
meno di quelli che si vuole necessariamente far credere. Rimangono
l'impianto sofisticato, la ricerca, il desiderio di verità. E un senso
di pesantezza e di disagio che fa arrivare alle conclusioni ancora prima
di vederle.
Elisabetta
Marino
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