Anno VI - Numero 21 - Aprile 2001

I film del mese


IL MISTERO DELL'ACQUA
(THE WEIGHT OF WATER)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura
: Alice Arlen
Fotografia
: Adrian Biddle
Scenografia
: Karl Juliusson
Costumi
: Marit Allen
Musica
David Hirschfelder
Montaggio: Daniel Craven, Howard E. Smith
Prodotto da
: A. Kitman Ho, Sigurjon Sighvatsson, Janet Yang
(USA, 2000)
Durata
: 120'
Distribuzione cinematografica
: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Thomas: Sean Penn
Jean: Catherine McCormack

Adaline: Elisabeth Hurley

Rich: Josh Lucas

Maren: Sarah Polley

Difficile dimenticare un amore segreto, doloroso e totale. Un amore innaturale, incestuoso. Si accetta la vita che gli altri ci impongono, ma la rassegnazione non è una scelta. E la rabbia trattenuta dal silenzio è come un vulcano addormentato. Che non vuol dire spento. Questa è la storia di Maren, trapiantata dalla Norvegia in un'isola sperduta a largo del Maine. Nel 1873. Reintegrata a forza in un contesto morale e normale per dimenticare il suo passato. I fantasmi non scompaiono e Maren rimane inghiottita in un vortice di violenza e passione che trascina con sé cose e persone con conseguenze disastrose.
Jean è una fotoreporter. Moglie di un poeta pluripremiato, idolo delle donne, schiavo della bottiglia. Jean deve fare un servizio su un'isola sperduta al largo del Maine, dove nel 1873 sono stati compiuti due atroci delitti. A bordo di una barca Jean e il marito, ospiti del cognato e della sua nuova fiamma, partono alla volta del Maine per indagare su una storia strana, misteriosa e sinistra. La storia di Maren e del sangue che è stato versato in una nebbiosa notte di fine Ottocento.
Due racconti paralleli, lontani nel tempo e nello spazio, accomunati da una stessa ansia segreta. Quella di due donne sopraffatte dal desiderio e dal senso di inutilità. Schiacciate da un amore vissuto male. Che si conclude in maniera anche peggiore.

Sono passati sei anni dal thriller fantascientifico con cui Kathryn Bigelow ha entusiasmato critica e pubblico. "Strange days" è del 1995. Si era fatta notare con altri esperimenti interessanti, da un film d'azione come "Point Break" al commovente "Near Dark", opera prima, perfetto esempio di vampirismo contemporaneo. Questo è un progetto ambizioso, ma contorto, che tenta di fondere passato e presente (con risultati sicuramente superiori per la parte dedicata al passato). L'intrusione continua di flashback all'interno della narrazione è il segno di un'indubbia tecnica cinematografica, pur rispondendo ad una convinzione pretestuosa più che effettiva. Le due storie non hanno poi così tanti elementi in comune, o almeno ne hanno meno di quelli che si vuole necessariamente far credere. Rimangono l'impianto sofisticato, la ricerca, il desiderio di verità. E un senso di pesantezza e di disagio che fa arrivare alle conclusioni ancora prima di vederle.

Elisabetta Marino


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