Anno VI - Numero 21 - Aprile 2001

I film del mese


MEN OF HONOR - L'ONORO DEGLI UOMINI
(MEN OF HONOR)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: George Tillman, Jr.
Sceneggiatura
: Scott Marshall Smith (basata sulla vita di Carl Brashear)
Fotografia
: Anthony Richmond
Scenografia
: Leslie Dilley
Costumi
: Salvador Perez
Musica
: Mark Isham
Montaggio
: John Carter
Prodotto da
: Robert Teitel e Bill Badalato per la 20th Century Fox
(USA, 2000)

Durata
: 128’
Distribuzione cinematografica
:  20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Bill Sunday: Robert De Niro
Carl Brashear: Cuba Gooding, Jr.
Gwen: Charlize Theron
Jo: Aunjanue Ellis
Mr Pappy: Hal Holbrook
Cap. Pullmann: Powers Boothe
Cap. Hartigan: David Keith

’’Men of Honor’’ (che è una storia realmente accaduta) è un film ambientato nel decennio ‘50-‘60, quando il giovane Carl Brashear (il talentuoso Cuba Gooding Jr.), nero dell’entroterra statunitense, decide, spinto dal padre contadino, ad intraprendere la carriera militare. Qui, in breve tempo e a prezzo quasi della vita, ottiene la fiducia del suo capo, l’istruttore di palombari Billy Sunday (Robert De Niro), a dispetto di un iniziale discriminazione razziale. La sua promozione costa a Sunday il posto. La metastasi dell’odio semitico ha aggredito anche l’intero corpo dell’esercito, di cui Sunday ne è solo il terminale. E quando quest’ultimo si ritroverà alcolizzato, nonostante la leggiadra presenza della sua dolce compagna Gwen (Charlize Theron), e quindi in una situazione analoga a quella di Brashear, sarà l’unico che tenderà la mano al giovane palombaro nero.

Il regista quasi esordiente George Tillman trasfigura la profonda sceneggiatura di Scott Marshall Smith in un film sull’esercito americano fra il 1950 e il ’60 e sulle gerarchie dettate dallo spirito del sud degli States più sulfureo del quale  De Niro ne è, come tutti, un perfetto ingranaggio; almeno fino all’incontro con il coraggioso guascone Brashear, che con la fiera memoria per suo padre, illumina a De Niro il suo passato e ne scavalca ogni preconcetto di razza. Così, la seduzione ad opera della sua indomita vera innocenza nei confronti di Sunday, Brashear la completa non faccia a faccia, ma distante nello spazio e a un tempo unito nella contingenza: entrambi hanno sfiorato l’assoluto e sono poi ora morti; e la possibilità di risorgere in qualche modo insieme li avvicinerà, sebbene neanche mai si stringeranno la mano nel corso intero della storia.

La capacità vera di Tillman si è concretizzata nello sgonfiare il lato melodrammatico dello script per scolpirlo con angolazioni antiretoriche,  finalizzate a concentrare il rapporto fra Sunday e Brashear in un percorso drammaturgico razionale: è indubbio che De Niro interviene in favore del giovane per una ragione emotiva, ma anche perché combattono sullo stesso campo di battaglia. E’ questo l’aspetto che Tillmann rimarca e che rende il film una storia visivamente magniloquente, storicamente curata, sorretta da un script scintillante, e riempita nei suoi buchi di sceneggiatura dal primo piano di un ritrovato De Niro, implacabile, con la maschera di Jack la Motta.

Luigi Senise

Il sito ufficiale del film

Ordina il DVD di Men of Honor
Contiene:

• Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen, anamorfico, Dolby Digital 5.1
• Commento audio di Cuba Gooding, Jr., George Tillman, Jr., il produttore Robert Teitel e lo sceneggiatore Scott Marshall Smith
• Theatrical trailer(s)
• Finali alternativi più 11 scene tagliate commentate dal regista George Tillman, Jr.
• Storyboards animati conommentati dal regista George Tillman, Jr.
• Il documentario "Mater Chief: A Tribute to Carl Brashear"
• HBO "First Look" featurette
• Brian McKnight music video: "Win"