Anno VI - Numero 21 - Aprile 2001

I film del mese


LE FOLLIE DELL’IMPERATORE
(EMPEROR'S NEW GROOVE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mark Dinal
Sceneggiatura
: Roger Allers; Mark Din, Matthew Jacobs, David Reynolds,Chris Williams
Scenografia
: Paul A. Felix
Musica: David Hartley; Sting, Tom JC
Montaggio
: Tom Finan, Pam Ziegenha
Prodotto da
: Randy Fullmer, Don Hahn, Patricia Hicks
(USA, 2000)

Durata
: 78’
Distribuzione cinematografica
: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI (DOPPIATORI)

Yzma: Anna Marchesini
Kuzco: Luca Bizzarri
Kronk: Paolo Kessisoglu
Pacha: Adalberto Maria Merli

Kuzco trascorre una vita appagata e senza pensieri, cullato dalla servitù e tutelato dal suo immenso potere. Non è certamente un dittatore malvagio, ma neanche un sovrano generoso. Un giorno, viene solleticato da una capricciosa idea: trasformare un inutile villaggio in un maestoso parco giochi acquatico per il suo privato sollazzo, e chiamarlo Kuzcotopia. Eppure, il capo dei suoi "inutili" abitanti, non riesce ad accettare la leggerezza del sovrano e, inaspettatamente, il fato sembra venirgli incontro. Una perfida, vecchia consigliera, decide di sbarazzarsi di Kuzco per avere il controllo sul regno e per farlo, nella fretta di ottenere il suo scopo, lo trasforma in un misero lama, che verrà impacchettato e gettato proprio sul carretto del capo villaggio. Il cuore nobile del contadino, ad ogni modo, non sarà in grado di fare al suo signore alcun male e, per nulla turbato dall’arroganza dell’imperatore-lama, diverrà presto suo ottimo amico, pronto a collaborare per la riconquista del suo trono perduto, toccando, così, anche il cuore del giovane re. 

La Disney, dopo anni di dispendiose produzioni e trame asciutte, torna talmente indietro, da ritrovare con successo la passione comica che sembrava essersi arenata nello stile celebre e sobrio del suo cortometraggio animato. Questa divertente, smaliziata, frenetica e picaresca commedia slapstick mantiene sempre gradevoli e misurati equilibri nonostante la semplicità della sceneggiatura, impegnata soprattutto nel dar colore ai vizi e ai caratteri evanescenti dei suoi personaggi, tutti coinvolti e carismatici, mantenuti in un ideale equilibrio in cui nessuno è mai sgarbatamente candido o crudele, ricondotti alla dimensione favolistica cara al racconto breve disneyano. Finanche le scenografie, disegnate a mano, vivaci e trasognate, abbandonano il racconto ad una dimensione dolce e cullante, armonica, dove toni e colori ritrovano simmetria con i delicati movimenti delle assurde situazioni, per una volta, meno attente a sottolineare gli ovvii impliciti morali comuni alla popolare poetica disneyana. 

Finalmente, dopo molti anni di aride e ampollose produzioni, un film d’animazione sobrio, godibile e soddisfacente che, ci auguriamo, sia il il sintomo di una nuova e matura linea di mercato per quella che, tutt’oggi, è la più autorevole fabbrica dei sogni impressi sulla tela di un grande schermo.

Francesco Russo


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