: Buena
Vista
PERSONAGGI E INTERPRETI (DOPPIATORI)
Yzma: Anna Marchesini
Kuzco: Luca Bizzarri
Kronk: Paolo Kessisoglu
Pacha: Adalberto Maria Merli



Kuzco
trascorre una vita appagata e senza pensieri, cullato dalla servitù e
tutelato dal suo immenso potere. Non è certamente un dittatore
malvagio, ma neanche un sovrano generoso. Un giorno, viene solleticato
da una capricciosa idea: trasformare un inutile villaggio in un maestoso
parco giochi acquatico per il suo privato sollazzo, e chiamarlo
Kuzcotopia. Eppure, il capo dei suoi "inutili" abitanti, non
riesce ad accettare la leggerezza del sovrano e, inaspettatamente, il
fato sembra venirgli incontro. Una perfida, vecchia consigliera, decide
di sbarazzarsi di Kuzco per avere il controllo sul regno e per farlo,
nella fretta di ottenere il suo scopo, lo trasforma in un misero lama,
che verrà impacchettato e gettato proprio sul carretto del capo
villaggio. Il cuore nobile del contadino, ad ogni modo, non sarà in
grado di fare al suo signore alcun male e, per nulla turbato dall’arroganza
dell’imperatore-lama, diverrà presto suo ottimo amico, pronto a
collaborare per la riconquista del suo trono perduto, toccando, così,
anche il cuore del giovane re.
La
Disney, dopo anni di dispendiose produzioni e trame asciutte, torna
talmente indietro, da ritrovare con successo la passione comica che
sembrava essersi arenata nello stile celebre e sobrio del suo
cortometraggio animato. Questa divertente,
smaliziata, frenetica e picaresca commedia slapstick mantiene
sempre gradevoli e misurati equilibri nonostante la semplicità della
sceneggiatura, impegnata soprattutto nel dar colore ai vizi e ai
caratteri evanescenti dei suoi personaggi, tutti coinvolti e
carismatici, mantenuti in un ideale equilibrio in cui nessuno è mai
sgarbatamente candido o crudele, ricondotti alla dimensione favolistica
cara al racconto breve disneyano. Finanche le scenografie, disegnate a
mano, vivaci e trasognate, abbandonano il racconto ad una dimensione
dolce e cullante, armonica, dove toni e colori ritrovano simmetria con i
delicati movimenti delle assurde situazioni, per una volta, meno attente
a sottolineare gli ovvii impliciti morali comuni alla popolare poetica
disneyana.
Finalmente,
dopo molti anni di aride e ampollose produzioni, un film d’animazione
sobrio, godibile e soddisfacente che, ci auguriamo, sia il il sintomo di
una nuova e matura linea di mercato per quella che, tutt’oggi, è la
più autorevole fabbrica dei sogni impressi sulla tela di un grande
schermo.