Quale delle due figure le appartiene: quella della
donna maschiaccio o quella della reginetta dei concorsi?
Credo che dal film si capisca anzitutto che Gracie (la protagonista)
non cambia mai, rimane sempre una donna aggressiva, come lo sono io del
resto.
Ha
deciso di divenire produttrice per poter avere il controllo assoluto
nella realizzazione di questo e altri film?
Sì. Penso che poter scegliere gli attori, il regista, sia un
privilegio per un’attrice. Io temo spesso la competizione, salvo che
con me stessa: per questo preferisco poter decidere. Se sbaglio almeno
so di chi è la colpa.
Ha un progetto a cui tiene particolarmente?
Certo. Mia madre è stata una cantante lirica importante qui
in Europa. Parte della mia famiglia vive ancora in Germania, ed io sento
molto questa nazione, e l’Europa stessa, quali una seconda casa: ecco,
il mio sogno è di poter realizzare un film interamente in Germania con
la recitazione in lingua tedesca.
E’ soddisfatta della scelta di Michael Caine?
Assolutamente. Era perfetto per quella parte e credo che i soldi,
parecchi, che ha ricevuto siano stati comunque ben spesi.
A quando un film in cui lei apparirà magari con
un personaggio erotico?
Credo mai.
’’28 days’’, il suo film precedente non ha
riscosso successo di pubblico. Come ha reagito?
Per me rimane un film importante nella mia filmografia. Era una
sfida e per quel che mi riguarda l’ho vinta. Molte persone che avevano
avuto problemi con l’alcolismo o ne erano appena usciti mi hanno
ringraziato dopo la visione del film, e questo rimane per me il
complimento migliore.
Luigi
Senise