: Nexo
PERSONAGGI E INTERPRETI
Eddie Fleming: Robert De Niro
Jordy Warsaw: Edward Burns
Robert Hawkins: Kelsey Grammer
Leon Jackson: Avery Brooks
Nicolette Karas: Melina Kanakaredes
Oleg Razgul: Oleg Taktarov
Emil Slovak: Kerel Roden



Una mattina planano a New York due loschi individui: uno russo, l’altro
della Repubblica Ceca. Il primo è un neurolabile, il secondo un
cinefilo, ama Frank Capra e all’aeroporto J. F. Kennedy ruba una
videocamera. Con questa filmano il primo omicidio nella Grande Mela
quando si recano a casa di un loro ex-complice, sfuggito alla
prigione, diversamente dalla coppia di slavi che ha scontato due
anni per rapina, e lo uccidono con la moglie, per poi bruciarne i
corpi. L’investigatore Flemming (Robert De Niro) indaga insieme con un
giovane detective, Jordy (Edward Burns). Animati
da un coraggio da chanson de geste i due appurano che il nemico
stavolta gioca sul loro campo: quello dei media. Flemming infatti
occupa con il suo volto le copertine dei magazine alla moda, la sua
prossima sposa è una giornalista di origine greca, intreccia scambi
di favori con i migliori anchor man. E la stessa copertura mediatica
che favorisce Fleming sarà la sua nemesi e quasi l’escamotage
inaspettato per salvare dalla pena capitale i due criminali.
Il regista John Herzfeld, dopo aver diretto due documentari
(uno su
Los Angeles, che ha segnato l’esordio di Charlize Theron, la quale
non a caso in ’’15 Minuti’’ ha un piccolo cameo non accreditato, e
l'altro su Don King), esordisce con una storia narrata secondo lo stilema
dell'Iperrealismo. Le sequenze sono costellate da miriadi di
schermi televisivi, negli interni come nelle strade, che
amplificano sul piano formale e contenutistico gli eventi reali. La
stessa paranoia diabolicamente cinefila degli omicidi trova il
complementare contro altare nel cinismo voyieuristico dei media e dei
suoi mentori, tanto che Herzfeld appaia l’apparato del sistema comunicativo americano con il Crimine stesso.
Assunto ideologico che si attanaglia ai nostrani programmi TV, fitti
di morbosa attenzione allo scoop a dispetto di ogni pudore. In
simile contesto visivo i filmati degli omicidi che i due slavi
vendono ai network della metropoli risultano credibili, anche quando
vengono mandati in onda con imperturbabile cinismo. E se Flemming
usufruisce dei media, ne viene tuttavia a un tempo anche tradito.
De Niro incarna un uomo diviso tra professionalità, fondata sull’intelligenza
e sul coraggio, e protagonismo, esteso ad un’assuefazione alla
notorietà. E si integra con i suoi eccessi (beve in ogni sequenza)
nella schizofrenia diffusa in ogni angolo di fotogramma, e che
rimbalza dall’universo della comunicazione a quello del delitto.
Mentre Jordy-Edward Burns appare immune alla sindrome di
protagonismo, caratteristica che lo rende infine decisivo. 15
Minuti, meglio di ‘’Natural Born killers’’, è una
riflessione connotata da una spiccata capacità narrativa visiva
sulla contaminazione venefica della televisione con il Male del
mondo. Con toni accentuati, eppure mai "fantastici". Anzi,
drammaticamente moderni.