Anno VI - Numero 14 - Settembre  2000

I film del mese


VATEL

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Roland Joffé
Soggetto: Jeanne Labrune
Sceneggiatura: Tom Stoppard
Fotografia: Robert Fraisse
Scenografia: Jean Patrick Godry
Costumi: Eric Perron e Suen Mounicq
Musica: Ennio Morricone
Montaggio: Nöelle Boisson
Prodotto da: Alain Goldman con Canal +, Legènde Entreprise
(GB, FR, 2000)
Durata: 117'
Distribuzione cinematografica: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Francoise Vatel: Gerard Dépardieu
Anne de Montausier: Uma Thurman
Il Marchese di Lauzun: Tim Roth
Il Pricipe di Condé: Julian Glover
Luigi XIV: Julian Sands
Philippe D’Orleans, " Monsieur": Murray Lachlan Young

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (13038 bytes)Il principe di Condé vive in una precaria situazione economica e politica. L’occasione per riconquistare la fiducia di Re Luigi XIV è farsi dare il comando di una nuova campagna bellica, approfittando della reale presenza, ospite per tre notti nel suo Castello di Chantilly. I banchetti offerti al re e alla sua corte devono apparire sulle tavole come sculture variopinte e i cibi assolvono il compito di narcotizzare i palati dei numerosi commensali. Il Principe di Condé ripone la festa nelle mani di Vatel (Gerard Dépardieu), cuoco e maestro di cerimonia. Le tre giornate corrono sfrenate, fra banchetti e coreografie che stupiscono il Re in persona, e Vatel lavora senza sosta. Al contempo Anne de Montassieur (Uma Thurman), ancella della regina e favorita di re Luigi (Julian Sands) intuisce nella personalità appassionata del cuoco un'anima candida, ancora non infangata dalle bassezze di corte. Vatel compie un moto emotivo complementare: quando Anne salva dalle grinfie del fratello del re un giovane apprendista cuoco, scopre un mondo nuovo e si inchina ad uno scintillio di grazia che, per una volta, non è una sua creazione. Tuttavia il mefitico Marchese di Lauzun, consigliere del Re, ama Anne e comincia ad odiare il cuoco, che intanto si dispera, apparentemente per i ritardi con cui arrivano le vivande, in realtà perché ormai consapevole che Anne rappresenta per lui l’unico bagliore in un mondo di statuine truccate.

2.jpg (13186 bytes)Vatel è una storia in parte desunta da alcune lettere di Madame di Sevigné e del Marchese di Lauzun, datate 1671. Dépardieu è l’incarnazione di un grande cuoco, lascia cadere dalla sua goffa presenza un candore luminescente, più brillante delle fiaccole che illuminano gli interminabili banchetti. Joffé esprime il suo film migliore (ricordiamo tra gli altri "Urla del Silenzio" e "Mission" ), coniugando una messa in scena filologicamente pertinente (si intuisce dalle macchine a traino per montare le scenografie) con l'interagire drammaturgico dei personaggi. In definitiva "Vatel" è un film che non affoga nella retorica – anche se qua e là affiora.

Luigi Senise


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