PERSONAGGI E INTERPRETI
Benjamin Martin: Mel Gibson
Gabriel Martin: Heath Ledger
Colonnello Tavington: Jason Isaacs
Charlotte Selton: Joely Richardson
Maggiore Villeneuve: Tcheky Karyo
Colonnello Burwell: Chris Cooper

La guerra dindipendenza americana, svoltasi tra
il 1775 ed il 1783, ha da sempre interessato assai poco il cinema: una peculiare
graduatoria compilata da IMDB assegna appena 10 lungometraggi a detto evento, contro i 407
riguardanti il secondo conflitto mondiale, i 197 consacrati alla secessione, i 72 sul
Vietnam, e così via. Le poche eccezioni, peraltro, non sono state minimamente premiate al
botteghino: basti pensare al tonfo clamoroso di "Revolution", diretto nel 1985
da Hugh Hudson e beneficiante dun protagonista carismatico come Al Pacino.
Quanto detto, dà la misura dellazzardo tentato
con un kolossal del calibro de "Il patriota", firmato dal Roland
Emmerich di "Independence day" (1996) e "Godzilla" (1998),
scritto dal Robert Rodat di "Salvate il soldato
Ryan" ed interpretato dalla superstar australiana Mel Gibson:
gli esiti al box-office, almeno in patria, paiono per ora soddisfacenti (pur se superati
da quelli del diretto concorrente, "La tempesta perfetta", diretto da Wolfang
Petersen). Mescolando fatti realmente accaduti a personaggi di fantasia, il film narra le
vicende - ambientate nella Carolina del Sud, nel 1776 - di Benjamin Britten, un ex-soldato
vedovo e padre affettuosissimo duna prole numerosa, che oppone un fermo diniego
allidea di riaprire le ostilità contro lesercito coloniale britannico ed i
lealisti indigeni: costretto dalla ferocia duno spietato ufficiale a mutar parere,
egli si trasforma in una implacabile macchina da combattimento, sino al punto da
addestrare i figli ad uccidere il nemico.
Infarcito di inesattezze storiche (a scorno della
prestigiosa consulenza dello Smithsonian), fumettistico e
risibile nella rappresentazione del nemico (non poche polemiche ha
suscitato, sulla stampa inglese, lidea di ritrarre lesercito di Sua Maestà
come una banda di sanguinari), "Il patriota" si
trascina stancamente per oltre due ore e mezza nelle quali poco o nulla
giunge a tener desta lattenzione dello spettatore: solo le scene di combattimento -
limboscata messa in atto con tecniche che paiono mutuate dalla moderna guerriglia,
lo scontro finale tra le milizie regolari britanniche ed i ribelli - risultano
convincenti, benissimo girate ed assai suggestive. Gibson ripete il ruolo di
"Braveheart", troppo concedendo alla gigioneria; Emmerich si limita a dirigere
il traffico, con una regia notarile che certo non aggiunge ritmo allinsieme.