Anno VI - Numero 14 - Settembre  2000

I film del mese


IO, ME & IRENE
(ME, MYSELF & IRENE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Bobby Farrelly & Peter Farrelly
Sceneggiatura: Peter Farrelly, Mike Cerrone, Bobby Farrelly
Fotografia: Mark Irwin
Scenografia: Sidney J.Bartholomew jr.
Costumi: Pamela Withers
MusicaPete Yorn & Lee Scott
Montaggio: Christopher Greenbury
Prodotto da: Bradley Thomas, Bobby Farrelly, Peter Farrelly
(USA, 2000)

Durata: 116'
Distribuzione cinematografica: Twentieth Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Charlie/Hank: Jim Carrey
Irene: Renée Zellweger
Tenente Gerke: Chris Cooper
Colonnello Partington: Robert Forster
Agente Boshane: Richard Jenkins
Agente Stubie: Mike Cerrone

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1.jpg (13011 bytes)Charlie presta servizio come agente nella polizia di Rhode Island da diciassette anni: educato, gentile, lavoratore indefesso, ha sempre una buona parola per gli altri e, soprattutto, mai perde la calma. Neppure quando l’amata consorte lo pianta, per fuggire con l’autista della limousine affittata il giorno delle nozze: lasciandogli, per soprammercato, la cura dei figlioli, tre deliziosi gemellini afroamericani. Assorbito dal titanico sforzo di tener ogni cosa sotto controllo, nulla concedendo alle emozioni, il povero Charlie finisce vittima di una dissociazione schizofrenica che produce il suo alter ego Hank: aggressivo, irascibile, totalmente privo di freni inibitori...

2.jpg (10126 bytes)Da questo non nuovissimo pretesto narrativo prende le mosse "Io, me & Irene", ultima fatica registica di quei fratelli Farrelly assurti anche dalle nostre parti a grande fama per aver diretto il controverso "Tutti pazzi per Mary". L’intera operazione ruota intorno all’istrionico talento di Jim Carrey, evidentemente preoccupato - dopo esser stato protagonista di due pellicole di vaglia, ma alquanto elitarie, quali "The Truman show" e "Man on the moon" - di non essere accantonato nel rassicurante abbraccio delle grandi platee. Strutturato come una slapstick comedy, il film contiene il numero di lazzi provocatori propri della premiata ditta Farrelly per maggiormente puntare sulle indiscutibili doti di fisicità del mattatore: sempre irresistibile pur se, in verità, meno trascinante che in passato, forse perché deprivato dall’uso della sua carica di novità.

3.jpg (10414 bytes)Troppo lungo per risultare incisivo (tutto ciò che riguarda la fuga di Charlie ed Irene, ad esempio, risulta lento, sdato, prevedibile), eccessivamente tradizionale per essere trasgressivo (la tematica dell’id sonnecchiante lasciato in libertà poteva produrre, in termini di politically uncorrect, ben altri esiti), "Io, me & Irene" ci sembra aggiunga assai poco al curriculum dell’attore: se il termine di paragone di quest’ultimo continua ad essere Jerry Lewis, egli dovrebbe a questo punto riflettere sulla distanza che separa un film come questo da "Le folli notti del dottor Jerryll". Non parliamo soltanto dell’imbattibile smorfia mimica lewisiana, ovviamente: gli è che dalla classica concisione del modello si dista anni luce in termini di eleganza, compostezza, misura. Di tutto ciò, insomma, che fa la differenza tra prodotti scaltramente confezionati ed opere destinate a durare, nel tempo.

Francesco Troiano

Il sito ufficiale del film


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