PERSONAGGI E INTERPRETI
Charlie/Hank: Jim Carrey
Irene: Renée Zellweger
Tenente Gerke: Chris Cooper
Colonnello Partington: Robert Forster
Agente Boshane: Richard Jenkins
Agente Stubie: Mike Cerrone

Charlie presta servizio come agente nella polizia di
Rhode Island da diciassette anni: educato, gentile, lavoratore indefesso, ha sempre una
buona parola per gli altri e, soprattutto, mai perde la calma. Neppure quando lamata
consorte lo pianta, per fuggire con lautista della limousine affittata il giorno
delle nozze: lasciandogli, per soprammercato, la cura dei figlioli, tre deliziosi
gemellini afroamericani. Assorbito dal titanico sforzo di tener ogni cosa sotto controllo,
nulla concedendo alle emozioni, il povero Charlie finisce vittima di una dissociazione
schizofrenica che produce il suo alter ego Hank: aggressivo, irascibile, totalmente privo
di freni inibitori...
Da questo non nuovissimo pretesto narrativo prende le
mosse "Io, me & Irene", ultima fatica registica di quei fratelli Farrelly assurti anche dalle nostre parti a grande fama per aver
diretto il controverso "Tutti pazzi per Mary". Lintera operazione ruota
intorno allistrionico talento di Jim Carrey,
evidentemente preoccupato - dopo esser stato protagonista di due pellicole di vaglia, ma
alquanto elitarie, quali "The Truman show" e "Man on the moon" - di
non essere accantonato nel rassicurante abbraccio delle grandi platee. Strutturato come una slapstick comedy, il film contiene il numero
di lazzi provocatori propri della premiata ditta Farrelly per maggiormente
puntare sulle indiscutibili doti di fisicità del mattatore: sempre irresistibile pur se,
in verità, meno trascinante che in passato, forse perché deprivato dalluso della
sua carica di novità.
Troppo lungo per
risultare incisivo (tutto ciò che riguarda la fuga di Charlie ed Irene,
ad esempio, risulta lento, sdato, prevedibile), eccessivamente tradizionale per essere
trasgressivo (la tematica dellid sonnecchiante lasciato in libertà poteva produrre,
in termini di politically uncorrect, ben altri esiti), "Io,
me & Irene" ci sembra aggiunga assai poco al curriculum dellattore:
se il termine di paragone di questultimo continua ad essere Jerry Lewis, egli
dovrebbe a questo punto riflettere sulla distanza che separa un film come questo da
"Le folli notti del dottor Jerryll". Non parliamo soltanto dellimbattibile
smorfia mimica lewisiana, ovviamente: gli è che dalla classica concisione del modello si
dista anni luce in termini di eleganza, compostezza, misura. Di tutto ciò, insomma, che
fa la differenza tra prodotti scaltramente confezionati ed opere destinate a durare, nel
tempo.