Anno VI - Numero 14 - Settembre  2000

I film del mese


HAMLET 2000
(HAMLET)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Michael Almereyda (dalla tragedia di William Shakespeare)
Fotografia: John Borman
Scenografia: Gideon Ponte
Costumi: Marco Cattoretti, Luca Mosca
Musica: Carter Burwell
Montaggio: Cristina Boden
Prodotto da: Amy Hobby
(USA, 2000)
Durata: 110’
Distribuzione cinematografica: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Hamlet: Ethan Hawke
Claudio: Kylie MacLachlan
Fantasma: Sam Shepard
Gertrude: Diane Venora
Polonio: Bill Murray
Ofelia: Julia Stiles

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1.jpg (10178 bytes)Il presidente della Denmark corporation è morto. Una guardia notturna della holding vede lo spirito del defunto (Sam Shepard) aggirarsi nelle terrazze del palazzo attraverso i monitor adibiti al controllo. Il figlio Hamlet incontra l’anima di suo padre che entra nella sua stanza dal balcone e gli narra che la sua morte è stata causata dal veleno comminatogli da suo fratello Claudio (Kylie MacLachlan), che inoltre ha sposato Gertrude, madre di Hamlet. Il padre del giovane e svagato rampollo gli ingiunge di vendicarsi. A complicare i suoi piani già confusi c´è Ofelia (Julia Stiles), che ama – contraccambiata – il giovane Hamlet e così via, passando per il suicidio in una fontana di Ofelia, sino al duello finale, che inizia con le spade e finisce con le pistole. Perché la tragedia di William Shakespeare la conosciamo e utilizzarla come sceneggiatura – decurtando ovviamente alcune parti, quali l’incontro al cimitero fra Hamlet e il teschio del suo buffone, par exemple – appare a tutta prima una scelta facile.

2.jpg (12223 bytes)Il film di Michael Almereyda spazza ogni precedente – salvo una citazione di Sir Gielguld - e controlla una messa in scena hi-tech, con plexigass, specchi, loft e attici che spaziano su Manatthan a cui risponde il dialogo integro nella sua forma inglese seientesca. Ethan Hawke nel ruolo principale è superbo. Perché è il primo Hamlet della storia del cinema e del teatro sotto i trent’anni. Cionostante, investito dal talento di Almereyda, che ne fa un cinéphile, tanto che i leggendari dialoghi sono spesso rivisti e rivissuti dal protagonista con la sua camera digitale, splendida trovata che tuttavia non imperversa per tutta la pellicola, ma compare solo nei momenti apparentemente meno topici, per poi acquisire vigore quando quel che noi vediamo nella finzione scenica è già accaduto. E' lo stesso spettacolo organizzato da Hamlet per smascherare il fratricidio è un suo cortometraggio. Credo sia impossibile ravvisare nella sua recitazione un illustre ispiratore, piuttosto sorprende la sua spontanea indolenza, che lo rende credibile e drammatico, timido e superbo, e tuttavia compassato: "perché l’arte deve esser specchio alla natura", come Shakespeare nel suo Hamlet originale ammoniva.

Luigi Senise


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