Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


ZORA LA VAMPIRA

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Manetti bros
Fotografia: Federico Schlatter
Scenografia: Pierluigi Manetti, Dora Manetti
Costumi: Cinzia Lucchetti
Musica: Squarta, Skratch DJ Gruff
Montaggio: Federico Maria Maneschi
Prodotto da: Carlo Verdone, Marco Scaffardi per la Virginia S.r.l e da Vittorio Cecchi Gori per la C.G.G. Finmavi Spa
(Italia, 2000)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dracula: Toni Bertorelli
Zora: Micaela Ramazzotti
Zombie: Chef Ragoo
Commissario Lombardi: Carlo Verdone
Prete: Ivo Garrani

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

3.jpg (15211 bytes)Com’è difficile emigrare in Italia, anche per il signore delle tenebre in persona, anche per il temutissimo Conte Dracus, da noi meglio conosciuto come il Conte Dracula. Attirato dal sangue nuovo che vede scorrere nei corpi delle vallette nostrane, il triste conte ordina al suo fedele servitore di preparargli il terreno per uno sbarco piacevole nel Bel Paese... Ed è proprio da qui che prendono il via una serie di metafore (alcune a dire il vero sfiorate da un eccesso di retorica) tra il conte Dracula ed un qualsiasi altro extracomunitario che cerca di entrare, o entra, nel nostro paese. La traversata per mare fa il verso ai drammatici sbarchi dei curdi in Puglia, e anche il soggiorno non va poi molto meglio. Nulla di diverso, tutto sommato, dai mille disperati che affollano le nostre città se non fosse che per cibarsi il conte semina il terrore a Roma, diffondendo la folle psicosi del vampiro. La polizia sguinzaglia i segugi delle squadre speciali, propone ipotesi poco credibili (pitbull, rottweiler) ma quei due fori sul collo della vittime non trovano una spiegazione scientifica. L’arzillo vecchietto sanguinario continua a deliziarsi del sangue di giovani donzelle finchè una sera, in un caotico centro sociale, incontra Zora, coatta writer che riempie i muri capitolini con il suo nome colorato, e se ne innamora perdutamente. Per il troppo amore fa un voto su di lei, promettendo a se stesso di non trascinarla con un morso nella sua stessa dannazione eterna. La ragazza, dal canto suo, è affascinata da questo personaggio crepuscolare e romantico, lontano dal tempo e dai luoghi in cui non riesce più a vivere, etereo e volatile proprio come un pipistrello...

2.jpg (15802 bytes)Prova registica a quattro mani per i Manetti bros, due ragazzi terribili amati dal mondo musicale, dove si sono fatti apprezzare per la direzione di alcuni videoclip. Sotto la spinta e l’ala protettrice di Carlo Verdone, qui produttore ma anche cinico poliziotto in forma smagliante, i Manetti Bros sviluppano con i mezzi necessari un’intuizione felice, molto divertente ma a volte paradossalmente bacchettona. L’universo dei graffiti e dei giovani rappers che bighellonano con la loro aria fintamente cattiva nelle strade notturne di Roma ci sembra molto meno cattivo di quello che avremmo potuto immaginare. Non a caso nel cast, nonché tra gli autori della colonna sonora, figurano moltissimi personaggi della scena hip hop italiana e romana in particolare, inclusi i due protagonisti principali Chef Ragoo e G. Max.

Fania Petrelli


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