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IL GIARDINO DELLE
VERGINI SUICIDE
(THE VIRGIN SUICIDES)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia : Sofia Coppola
Sceneggiatura: Sofia Coppola dal romanzo "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides
edito in Italia da Mondadori.
Scenografia: Megan Less
Costumi: Nancy Steiner
Musica: Air
Montaggio: Melissa Kent, James Lyons
Prodotto da: Willy Bar, Suzanne Colvin, Francis Ford Coppola
(USA, 1999)
Durata: 96'
Distribuzione cinematografica: Academy
PERSONAGGI E INTERPRETI
James Woods: Mr. Lisbon
Kathleen Turner: Mrs. Lisbon
Kirsten Dunst: Lux Lisbon
Josh Hartnett: Trip Fontaine
Hanna R. Hall: Cecilia Lisbon
Chelse Swain: Bonnie Lisbon
A.J. Cook: Mary Lisbon
Leslie Hayman: Therese Lisbon
  
Ecco un altro esordio da regista che si farà ricordare,
possibilità che appare ancor più difficile quando dietro la macchina da presa si cimenta
per la prima volta la giovane figlia di un mostro sacro del cinema mondiale. Eppure Sofia Coppola, già attrice ne "Il padrino parte III", ha
sapientemente utilizzato gli insegnamenti del virtuoso papà Francis firmando, a tutto
merito, un film senza dubbio promettente. E per debuttare "dallaltra
parte" ha scelto una storia difficile da raccontare, tratta dal libro "Le
vergini suicide" di Jeffrey Eugenides, che, per la
tematica, si presta facilmente a scivoloni drammatici.
Cinque
sorelle, bellissime, irraggiungibili, nel pieno della loro meraviglia adolescenziale. Una
famiglia borghese, apparentemente normale, un ballo di fine anno nella migliore tradizione
a stelle e strisce. Eppure le giovani decidono, in due riprese, di togliersi la vita,
rendendo immortale la loro giovinezza, fissando per sempre quel candore, quella bellezza.
Il loro segreto, invisibile agli occhi dei più e mai urlato neanche nel film, è una
madre oppressiva (l'iriconoscibile Kathleen Turner),
cattolica, impietosa verso quei corpi che vede cambiare senza poterli arginare, che vede
animarsi spinti da unenergia vitale irrefrenabile. La prima ad andarsene è la
piccola Cecilia. Tra le altre, il gioco sembra tutto condotto dallirruente Lux,
sensuale ed angelica fino allinverosimile, travolta dalla scoperta di una
sessualità che diventa disperatamente indispensabile, succube silenziosa di un amore
materno che supera la follia. Nella sua bionda testolina, in quegli occhi trasparenti,
sembrano mescolarsi terrore e voglie inespresse, purezza e spregiudicatezza, coraggio e
rassegnazione. Sembrerà lei, alla fine, lartefice e il regista della loro morte,
decisa senza clamore nellesilio forzato a cui la madre le aveva sottoposte.
Locchio e la voce che ci rendono partecipi di questa follia sono quattro giovani
ragazzi che abitano di fronte alla casa Lisbon. Affascinati prima da queste meravigliose
creature semimute, diventano poi il loro contatto con il mondo, e tenerissimi sono i loro
tentativi di alleviare la noia della loro solitudine. La morte improvvisa di cui saranno i
primissimi testimoni suggella una sorta di patto damore eterno. Attraverso ciò che
di loro rimane, foto, diari, piccoli bigliettini pieni di cuori, ricordi, i quattro
ragazzini diventeranno uomini portandosi dentro la dolcezza di questadolescenza mai
finita, di una libertà mai sbocciata.
Il
film, tutto girato in unoscillazione continua tra reale e surreale,
tra sacro e profano, tra commedia sentimentale e noir,
trasmette il dramma del suicidio senza renderlo struggente, con un linguaggio visivo
ovattato ma penetrante, giocando con visioni oniriche e brevi, impennate violente ma senza
turbare mai lo spettatore. A scioccare è più
latmosfera pesante che soffoca chi osserva, questa sensazione di
freno, di piena interrotta bruscamente, di vitalità che non può fluire liberamente. Ben
ricostruita anche lambientazione di unAmerica anni Settanta benestante e
borghese, rafforzata anche dalluso di un linguaggio visivo scarno e minimalista,
lontano dallo sfarzo e dalla ridondanza tipica della cinematografia statunitense attuale.
Avvolgente e perfettamente intonata allatmosfera del film è la colonna sonora che
rispolvera alcuni grandi classici del soft-rock dellepoca e propone degli inediti
dalle sonorità sinuose del gruppo francese Air.
Fania
Petrelli
Il senso della morte nel
cinema americano di Riccardo Ventrella

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