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BRINGING OUT THE DEAD
Il senso della morte e il nuovo cinema americano
Reietta, come irrappresentabile, o confinata al semplice ruolo di
mera e biologica conseguenza di sparatorie o delitti (punizione per i cattivi, nel pił
nobile dei casi), la morte si č presa una certa rivincita, nel cinema americano pił
recente. Divenendo una lugubre signora con la quale parlare in confidenza, una morbida
barriera oggetto di continue escussioni. Le Vergini suicide di
Sofia Coppola sono solo l'ultimo anello della catena, il pił soffice con il loro
modernariato anni '70, con le inquadrature anticipatorie, con l'estetica della sparizione
"Hanging Rock style". La morte č qui un passo necessario, la linea tesa fin dal
primo muoversi del meccanismo narrativo. Un baratro lieve, nel quale scivolare, dal quale
comunicare con le canzoni. Di morte si č parlato sempre di pił dal funesto avvento
dell'AIDS in poi. Morte come malattia subitanea (dall'Esercito delle 12 scimmie a Mission
Impossible 2), imperitura spada di Damocle appesa sulla civilitą. Morte come punto di
vista dal quale sdipanare il racconto per affidarlo nelle vaghe braccia dell'incertezzza,
come in American Beauty. Morte alla quale si ha voglia di chiedere spiegazioni, per
poi tradirle o disattenderle. Morte come senilitą irrefrenabile, come necessaria stazione
di posta nell'accidentato sentiero della vita. Forzato ci arriva il Wade-Nick Nolte di Affliction,
lentamente ci si siede l'Alvin-Richard Farnsworth di Una storia vera. Pacioso vi si
sdraia, cullato da un ritmato Frank Sinatra l'astronauta/pensionato Tommy Lee Jones di Space
Cowboys. Resta un mistero purtuttavia, la morte, inesaurbile sorgente di domande.
Confine che si vorrebbe valicare nei due sensi, e che spesso resiste ai novelli Orfei.
Questo ci dice una delle pellicole pił acute sull'argomento, Al di lą della vita
di Martin Scorsese. Che affida ad uno stanco Nicholas Cage il duro compito di interrogare
l'arcana barriera, di tracciarne una mappa, di sondarne l'implacabile volontą. Se le
vergini coppoliane sono gią "al di lą" della vita nel momento in cui il film
inizia, č l'al di qua che interessa Scorsese. Una vita che non si dą senza il suo
opposto, la morte.
Riccardo
Ventrella
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