Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


LA VERGINE DEI SICARI
(LA VIERGE DE TUEURS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Barbet Schroeder (dalla novella omonima di Fernando Vallejo)
Fotografia: Rodrigo Calinde
Scenografia: Monica Marulanda
Costumi: Monica Marulanda
Musica: Jorge Arriagada
Montaggio: Elsa Vàsquez
Prodotto da: Margaret Ménegoz, Jaime Osorio Goméz, Barbet Scroeder
(Colombia, 2000)
Durata:  98’
Distribuzione cinematografica: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Fernando: German Castillo
Alexis: Anderson Ballesteros
Wilmar: Juan David Restrepo
Alfonso: Manuel Busquets

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1.jpg (9370 bytes)Colombia. Uno scrittore di mezz’età torna nella sua città natale, Medellin. E’ vedovo. Dopo la morte della moglie è divenuto gay. Nella città, mutata ai suoi occhi in una metropoli spietata, conosce un ragazzo, di cui si innamora. Il giovane viene dai quartieri bassi, è un cristiano devoto, con il Rosario al collo bisbiglia genuflesso quotidiane preghiere alla Vergine. Lo scrittore, benchè sia pacifista, assiste alle continue sparatorie e ai relativi morti, di cui il ragazzo è protagonista: Alexis appartiene infatti ad una delle miriadi di bande di "Midrallio" e spara a sangue freddo senza scrupoli. L’intellettuale è affascinato dalla condotta di vita di un Antinoo bello e crudele, pronto ad uccidere e ad essere ucciso: "Si nasce per morire", afferma il giovane. La vita scorre in rivoli di sangue, elemento connettivo che lambisce e sbriciola il tenue confine del principio morale. Ben presto il professore di letteratura e scrittore partecipa (?) emotivamente alle esecuzioni del suo amante. Tuttavia il suo idillio finisce in pezzi quando Alexis viene ucciso da pallottole destinate a lui, un intellettuale che desidera solo vivere di rendita del suo successo editoriale nella città da cui è partito anni prima…

2.jpg (10711 bytes)"La Vergine dei sicari", presentato al recente Festival del Cinema di Venezia, è un film che si puntella sopra un flaccido tessuto narrativo. La storia si sviluppa seguendo uno spunto che diviene seriale: oltre il continuo incontro con ragazzi, simili fisicamente e nel perduto stile di vita, non accade altro. Né il confronto generazionale e sentimentale fra l’uomo maturo e la gioventù sbandata di Medellin si armonizza in un conflitto interiore dei protagonisti. Il ragazzo non appare mai turbato per la serie di omicidi che compie e nel professore affiora sì un tormento, ma è accennato, senza che questo svilimento etico lasci intendere un reale coinvolgimento dell’uomo verso il Delitto. Non c’è mai dubbio o inquietudine nei personaggi. Qualsiasi azione-sequenza è descrittiva senza figurare gelida, o finanche noir. "La Vergine dei sicari" è un film che riesce a raccontare in maniera indolore una storia atroce con una messa in scena della realtà di Medellin, scarsa nell’attenzione e nell’interpretazione, più dura da vedere nelle serali news televisive, che nel film del francese (ma di nascita iraniano) Schroeder.

Luigi Senise


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