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LA VERGINE DEI
SICARI
(LA VIERGE DE TUEURS)CAST TECNICO
ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Barbet Schroeder (dalla novella omonima di Fernando Vallejo)
Fotografia: Rodrigo Calinde
Scenografia: Monica Marulanda
Costumi: Monica Marulanda
Musica: Jorge Arriagada
Montaggio: Elsa Vàsquez
Prodotto da: Margaret Ménegoz, Jaime Osorio Goméz, Barbet Scroeder
(Colombia, 2000)
Durata: 98
Distribuzione cinematografica: BIM
PERSONAGGI E INTERPRETI
Fernando: German Castillo
Alexis: Anderson Ballesteros
Wilmar: Juan David Restrepo
Alfonso: Manuel Busquets

Colombia. Uno scrittore di mezzetà torna nella
sua città natale, Medellin. E vedovo. Dopo la morte della moglie è divenuto gay.
Nella città, mutata ai suoi occhi in una metropoli spietata, conosce un ragazzo, di cui
si innamora. Il giovane viene dai quartieri bassi, è un cristiano devoto, con il Rosario
al collo bisbiglia genuflesso quotidiane preghiere alla Vergine. Lo scrittore, benchè sia
pacifista, assiste alle continue sparatorie e ai relativi morti, di cui il ragazzo è
protagonista: Alexis appartiene infatti ad una delle miriadi di bande di
"Midrallio" e spara a sangue freddo senza scrupoli. Lintellettuale è
affascinato dalla condotta di vita di un Antinoo bello e crudele, pronto ad uccidere e ad
essere ucciso: "Si nasce per morire", afferma il giovane. La vita scorre in
rivoli di sangue, elemento connettivo che lambisce e sbriciola il tenue confine del
principio morale. Ben presto il professore di letteratura e scrittore partecipa (?)
emotivamente alle esecuzioni del suo amante. Tuttavia il suo idillio finisce in pezzi
quando Alexis viene ucciso da pallottole destinate a lui, un intellettuale che desidera
solo vivere di rendita del suo successo editoriale nella città da cui è partito anni
prima
"La Vergine dei sicari", presentato al
recente Festival del Cinema di Venezia, è un film che si
puntella sopra un flaccido tessuto narrativo. La storia si sviluppa
seguendo uno spunto che diviene seriale: oltre il continuo incontro con ragazzi, simili
fisicamente e nel perduto stile di vita, non accade altro. Né il confronto generazionale
e sentimentale fra luomo maturo e la gioventù sbandata di Medellin si armonizza in
un conflitto interiore dei protagonisti. Il ragazzo non appare mai turbato per la serie di
omicidi che compie e nel professore affiora sì un tormento, ma è accennato, senza che
questo svilimento etico lasci intendere un reale coinvolgimento delluomo verso il
Delitto. Non cè mai dubbio o inquietudine nei personaggi. Qualsiasi azione-sequenza
è descrittiva senza figurare gelida, o finanche noir. "La Vergine dei sicari"
è un film che riesce a raccontare in maniera indolore una storia atroce con una messa in
scena della realtà di Medellin, scarsa nellattenzione e nellinterpretazione,
più dura da vedere nelle serali news televisive, che nel film del francese (ma di nascita
iraniano) Schroeder.
Luigi Senise
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