PERSONAGGI E INTERPRETI
Billy Tyne: George Clooney
Bobby Shatford: Mark Wahlberg
Christina Cotter: Diane Lane
Linda Greenlaw: Mary Elizabeth Mastrantonio
Murph: John C.Reilly
Sully: William Fichtner

Di fronte ad incassi come quelli de "La tempesta
perfetta", quantificabili nellordine di diverse centinaia di milioni di
dollari, cosa resta da aggiungere al critico? Hanno un senso, vogliam dire, obiezioni,
distinguo, appunti? Proviamoci comunque. Tratto dallomonimo romanzo di Sebastian
Junger, il film prende spunto da un fatto realmente accaduto: il terrificante fenomeno
atmosferico, nato dalla collisione tra luragano Grace ed altre due potenti
perturbazioni, che funestò le coste del Nord Atlantico nellottobre del 1991. Il
primo terzo del metraggio è dedicato alla presentazione dellambiente e dei
personaggi: la comunità di Gloucester, che vive di pesca; i possessori di barche, i quali
sfruttano la manodopera locale affittando i propri natanti con ampio margine di guadagno;
i pescatori del luogo, con le loro vicissitudini private.
Il tratteggio delle
psicologie risulta sommario e raffazzonato, diversamente da quanto avviene
in un Joseph Conrad od in un Herman Melville; daltro canto, opere quali "Lord
Jim" e "Moby Dick" ci parlano di come gli uomini interagiscono col mare.
Sono interessate, cioè, agli individui. Diversamente, ne
"La tempesta perfetta" conta soltanto il disastro: il regista Wolfgang Petersen non vede evidentemente lora di passare la
pratica - dopo nemmeno unora di proiezione - a quelli della Industrial Light &
Magic. Da questo momento in avanti, si odono esclusivamente urla scomposte ed
incomprensbili, suoni gutturali, raffiche di vento, scrosciar dacqua: risulta
praticamente impossibile, nel gran tumulto, persino seguire le azioni dei singoli,
stabilire chi salva chi. Non manca poi, in sottofinale, una strizzatina docchio a
"Titanic" (lultimo pensiero rivolto allamata da uno dei marinai) ed
una serie di deplorevoli sottolineature tutte protese alla facile
esazione di lacrime.
La recitazione degli
attori - alle prese con meri stereotipi - è
sindacale, il signore dietro la macchina da presa latitante.
Cosaltro? Ad un certo punto della pellicola, George Clooney
- nei panni del comandante dellAndrea Gail, limbarcazione condannata - si
lancia con Mary Elizabeth Mastrantonio in uno sperticato e
sognante elogio della vita di mare che sè scelto: chiudendo un attimo gli occhi,
chi scrive è tornato con la memoria al Paul Newman de "Lo spaccone", intento a
descriver le sensazioni di chi gioca a biliardo a Piper Laurie. Una sequenza
indimenticabile. Poi li ha riaperti, rivedendo ancora le facce di prima, lì, intente a
biascicar luoghi comuni con aria partecipe. E si è sentito invadere dalla tristezza.