Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


HO SOLO FATTO A PEZZI MIA MOGLIE
(PICKING UP THE PIECES)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alfonso Arau
Sceneggiatura: Bill Wilson
Fotografia: Vittorio Storaro
Scenografia: Denise Pizzini
Costumi: Marilyn Matthews
Musica: Ruy Folguera
Montaggio: Michael R. Miller
Prodotto da: Alfonso Arau, Mimi Polk Gitlin, Donald Kushner, Peter Locke, Paul Sandberg
(USA; 2000)
Durata: 93’
Distribuzione cinematografica: Filmauro

PERSONAGGI E INTERPRETI

Tex: Woody Allen
Candy: Sharon Stone
Sceriffo Bobo: Kiefer Sutherland
Desi: Maria Grazia Cucinotta
Padre Carillo: David Schwimmer

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Un macellaio dell’Arizona, stanco dell’infedeltà della moglie, decide, complice il silenzio del suo avveduto cane, di farla a pezzi e seppellirla in un piccolo centro oltre i confini col Messico. Il destino vuole, purtroppo, che durante il tragitto una delle mani si perda per strada. Quando il giorno dopo una donna, vecchia e cieca, inciampando sull’arto recupera la vista, corre in paese venerando la mano della "Santa Vergine", e il film è pronto a cominciare, ad innescare una reazione a catena di eventi sulla soglia dell’inverosimile e del ridicolo. D’altronde il cinema è una dimensione astratta dove l’inverosimile non necessita spiegazioni. Questo è chiaro. Tanto chiaro che a volte, legittimandosi, come a disporsi lungo lo stesso asse, il miracolo si giustappone alle leggi della concretezza. Così, allo stesso modo, i valori respingono e sovvertono l’autorità del giudizio, preparando il terreno al paradosso e alle condizioni per cui il distacco implicito tra bene è male si affievolisce. Come legature tra un gruppetto di note, canzonatura e scherzo temperano le dissonanze, e motivano (reinterpretandola) la vita quotidiana ridicolizzandone gli orrori, rilassando il nostro disagio davanti al crimine e alla sventura, ricordandoci in fondo che nascosti tra le rughe della vita, disturbati nel loro fermento, si svelano i grotteschi, neutri ingredienti dell’esistenza. La satira nasce con queste premesse, ed in seno ad essa un prete può innamorarsi di una prostituta, un uomo uccidere la moglie, e il dolore del personaggio confondersi nell’esultanza dello spettatore.

Il film in se non è proprio nulla di straordinario se non, appunto, un divertente esercizio di satira messo in scena da un brillante cast e orchestrato da un regista che, soprattutto nella sua lunga esperienza di attore, ha imparato a meraviglia cosa si possa ottenere capovolgendo i significati. Nonostante il film sia spesso distratto da metafore prevedibili e stonate, e simbolismi superflui, per tutta la sua durata mantiene un accettabile equilibrio, rivelandosi meritevole d’attenzione.

Francesco Russo

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Contiene:
Il film Regione 0, Ntsc, Dolby Digital
Sottotioli Closed captioned