Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


QUI NON E' IL PARADISO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gianluca Maria Tavarelli
Sceneggiatura: Gianluca Maria Tavarelli, Leonardo Fasoli
Fotografia: Pietro Sciortino
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi: Lia Francesca Morandini
Musica: Ezio Bosso
Montaggio: Marco Spoletini
Prodotto da: Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 2000)
Durata: 104
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori

PERSONAGGI E INTERPRETI

Renato Sapienza: Fabrizio Gifuni
Commissario Lucidi: Enzo Catania
Claudia: Erika Bernardi
Walter Taranto: Valerio Binasco
Enzo Pece: Ugo Conti
Michele Manzo: Adriano Pappalardo

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1.jpg (11290 bytes)Torino. Ore 6. La sveglia suona. Ogni giorno la stessa tortura. Il dovere chiama. Il furgone delle Poste, il solito giro scortato, si torna a casa, appuntamento con l’amico, la notte tirata all’eccesso, si dorme. Sveglia. Si può anche aspettare di morire in questo modo, sottomettersi alla routine, abituarsi all’abitudine. Ma Renato Pazienza, impiegato, sposato, divorziato, con una figlia, una donna, ha deciso. Non può essere tutta così la vita. Ci pensa, ci ripensa, e l’illuminazione viene proprio da lì, da quella sua realtà così opprimente. Un colpo sicuro, impeccabile, miliardario. Basta solo un po’ di coraggio e l’aiuto di Walter Taranto, amico fraterno, con cui ha diviso tutto, matrimoni, separazioni, battesimi, e poi lavoro, notti alcoliche, incontri femminili fugaci. Quella mattina sembra non essere differente in nulla dalle altre passate e future: il furgone, le volanti della polizia alle costole per proteggere i sacchi con i pagamenti dell’ICI, il capo che sembra controllare il suo lavoro, e invece diventa complice di quel suo viaggio verso la libertà. Il giorno dopo, in quei sacchi, l’unica cosa ad essere rovesciata saranno tante banconote fatte con le pagine di Topolino. Si arriva subito a Pazienza che ha lasciato volutamente l’ultima busta paga tra tutti quei foglietti colorati, e nella sua casa trovano una vita normale, troppo normale: poesie, foto e coppe di tornei di calcetto, niente di sospetto. Un unico indizio: la sveglia puntata alle sei trafitta da un coltello, quasi a voler rompere definitamente quella monotonia. Ma Pazienza dov’è? L’ispettore Esposito, incaricato di seguire il caso, scava nella sua vita ma non trova nient’altro che normalità, nessun grillo per la testa. Eppure sembra un incallito criminale, uno capace di ideare un colpo miliardario, e di riuscirci, raggiungendo il mare, le terre lontane, il sole, i Caraibi. Ma ci è riuscito davvero? E Walter Taranto, scomparso anche lui? Saranno ormai troppo lontani?
Qualcosa cambia, ed il film sterza energicamente e bruscamente verso l’amarezza, verso l’inevitabilità del destino che ci è stato assegnato, quasi ad affermare che si nasce e si muore buoni o cattivi, perdenti o vincenti, brillanti o mediocri. Eppure il paradiso sembrava così vicino...

2.jpg (10727 bytes)Terzo lungometraggio per Gianluca Maria Tavarelli, dopo "Portami via" del 1994 ed il premiatissimo "Un amore" del 1999. Un film amaro, tristemente rassegnato, con slanci e ricadute, anche nelle regia. Un volo pindarico, un sogno bellissimo, una caduta rovinosa, un’ atroce non-speranza. Poco rallegrante, per quell’universo di impiegati medi che rappresenta, per chi non ha il coraggio di tentare il colpo. E per chi ne ha? Poco rallegrante... Che la felicità della vita sia da ricercare nell’accettazione delle cose di ogni giorno è materia ormai trattata e sezionata in lungo e in largo. Ma la punizione per non saperlo fare appare qui fin troppo crudele...

Fania Petrelli

Il sito ufficiale del film


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