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QUI NON E' IL
PARADISO CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia: Gianluca Maria Tavarelli
Sceneggiatura: Gianluca Maria Tavarelli, Leonardo Fasoli
Fotografia: Pietro
Sciortino
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi: Lia Francesca Morandini
Musica: Ezio Bosso
Montaggio: Marco Spoletini
Prodotto da: Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 2000)
Durata: 104
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori
PERSONAGGI E INTERPRETI
Renato Sapienza: Fabrizio Gifuni
Commissario Lucidi: Enzo Catania
Claudia: Erika Bernardi
Walter Taranto: Valerio Binasco
Enzo Pece: Ugo Conti
Michele Manzo: Adriano Pappalardo
 
Torino. Ore 6. La sveglia suona.
Ogni giorno la stessa tortura. Il dovere chiama. Il furgone delle Poste, il solito giro
scortato, si torna a casa, appuntamento con lamico, la notte tirata
alleccesso, si dorme. Sveglia. Si può anche aspettare di morire in questo modo,
sottomettersi alla routine, abituarsi allabitudine. Ma Renato Pazienza, impiegato,
sposato, divorziato, con una figlia, una donna, ha deciso. Non può essere tutta così la
vita. Ci pensa, ci ripensa, e lilluminazione viene proprio da lì, da quella sua
realtà così opprimente. Un colpo sicuro, impeccabile, miliardario. Basta solo un
po di coraggio e laiuto di Walter Taranto, amico fraterno, con cui ha diviso
tutto, matrimoni, separazioni, battesimi, e poi lavoro, notti alcoliche, incontri
femminili fugaci. Quella mattina sembra non essere differente in nulla dalle altre passate
e future: il furgone, le volanti della polizia alle costole per proteggere i sacchi con i
pagamenti dellICI, il capo che sembra controllare il suo lavoro, e invece diventa
complice di quel suo viaggio verso la libertà. Il giorno dopo, in quei sacchi,
lunica cosa ad essere rovesciata saranno tante banconote fatte con le pagine di
Topolino. Si arriva subito a Pazienza che ha lasciato volutamente lultima busta paga
tra tutti quei foglietti colorati, e nella sua casa trovano una vita normale, troppo
normale: poesie, foto e coppe di tornei di calcetto, niente di sospetto. Un unico indizio:
la sveglia puntata alle sei trafitta da un coltello, quasi a voler rompere definitamente
quella monotonia. Ma Pazienza dovè? Lispettore Esposito, incaricato di
seguire il caso, scava nella sua vita ma non trova nientaltro che normalità, nessun
grillo per la testa. Eppure sembra un incallito criminale, uno capace di ideare un colpo
miliardario, e di riuscirci, raggiungendo il mare, le terre lontane, il sole, i Caraibi.
Ma ci è riuscito davvero? E Walter Taranto, scomparso anche lui? Saranno ormai troppo
lontani?
Qualcosa cambia, ed il film sterza energicamente e bruscamente
verso lamarezza, verso linevitabilità del destino che ci è stato assegnato,
quasi ad affermare che si nasce e si muore buoni o cattivi, perdenti o vincenti, brillanti
o mediocri. Eppure il paradiso sembrava così vicino...
Terzo lungometraggio per Gianluca Maria Tavarelli, dopo "Portami via" del 1994 ed
il premiatissimo "Un amore" del 1999. Un film
amaro, tristemente rassegnato, con slanci e ricadute, anche nelle regia.
Un volo pindarico, un sogno bellissimo, una caduta rovinosa, un atroce non-speranza.
Poco rallegrante, per quelluniverso di impiegati medi che rappresenta, per chi non
ha il coraggio di tentare il colpo. E per chi ne ha? Poco rallegrante... Che la felicità
della vita sia da ricercare nellaccettazione delle cose di ogni giorno è materia
ormai trattata e sezionata in lungo e in largo. Ma la punizione per non saperlo fare
appare qui fin troppo crudele...
Fania
Petrelli
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