Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


NEI PANNI DELL'ALTRA
(ME, MYSELF I)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Pip Karmel
Fotografia: Graham Lind
Scenografia: Murray Picknett
Costumi: Paul Warren, Ariane Weiss
Musica: Charlie Chan
Montaggio: Denise Haratzis
Prodotto da: Fabien Liron
(Francia/Australia, 1999)

Durata: 92'
Distribuzione cinematografica: Filmauro

PERSONAGGI E INTERPRETI

Pamela: Rachel Griffiths
Robert: David Roberts
Ben: Sandy Winton
Stacey: Yael Stone
Douglas: Shaun Loseby
Rupert: Trent Sullivan

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1.jpg (11450 bytes)Pamela Drury è una giornalista di vaglia, che ha appena superato la fatidica soglia dei trent’anni. Il successo professionale, i numerosi riconoscimenti ottenuti, una bella casa non riescono, tuttavia, ad annullare in lei la sensazione di aver irrimediabilmente perduto qualcosa d’importante: un amore duraturo, dei figli, una famiglia. In particolare, i suoi rimpianti s’appuntano su Robert Dickson, lasciato tredici anni prima in ossequio alla carriera oltre che per differenze di carattere. Colta dallo scoramento, la donna accarezza addirittura l’idea del suicidio quando, come per magia, s’imbatte in qualcuno che cambierà la sua esistenza e lei medesima: quella stessa Pamela che aveva sposato Dickson molti anni prima...

2.jpg (12098 bytes)Prende il via da qui una scoscesa commedia degli equivoci che, se non è particolarmente originale nello spunto (ricorda infatti, abbastanza da vicino, quello di "Sliding doors"), trova invece qualche atout nello svolgimento: la regista Pip Karmel, montarice già premiata nel 1997 con l’Oscar per "Shine", qui al suo lungometraggio d’esordio (del quale firma pure la sceneggiatura), non risolve il tutto in un prevedibile elogio dei valori tradizionali e della bellezza d’esser mogli-e-madri. E’, invece, pungente nella descrizione di quella sorta d’inferno quotidiano in cui piomba Pamela alle prese con l’ipotizzato nucleo familiare: prole aggressiva e petulante, marito egoista ed insensibile, rispetto per il proprio lavoro zero, fatica non riconosciuta tanta.
E se, in sottofinale, concede qualcosa alla voglia di tenerezza, si riscatta mostrandoci Pamela infine felice, sorridente, riconciliata con se stessa: consapevole che la maternità non è destino ma vocazione, il matrimonio non approdo obbligato bensì libera scelta. Un bel messaggio, laico e libertario, in questi oscuri tempi di conformismo coatto.

Francesco Troiano

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Contiene:
• Il film codice 0, NTSC, Widescreen, Dolby Digital
• Sottotitoli Closed-captioned