Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


LIBERTY HEIGHTS

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Barry Levinson
Fotografia: Chris Doyle
Scenografia: Vincent Peranio
Costumi: Gloria Gresham
Musica: Andrea Morricone
Montaggio: Michael Haley
Prodotto da: Barry Levinson, Michael Haley, Amy Solan
(USA, 1999)
Durata: 127’
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Van: Adrien Brody
Ben: Ben Foster
Little melvin: Orlando Jones
Ada: Bebe Neuwirth
Nate: Joe Mantegna
Trey: Justine Chambers

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1.jpg (12079 bytes)Con quale pudore ed equilibrio un autore racconta le vicende che in qualche modo lo implicarono nel cinico e splendente universo della giovinezza; e con quale malinconico e frammentario ricordo riesuma il passato che è corso davanti ai suoi occhi. Barry Levinson ambienta "Liberty Heights" nella sua città natale di Baltimora. Protagonista è una famiglia ebraica composta da un padre (Joe Mantegna) gestore di un peep-show di infima categoria e di un banco clandestino del Lotto, e due figli, divisi da un lustro di età, che affrontano parallelamente due "affairs", con due relative coetanee: una di colore – siamo nei ’50, e le diverse etnie faticano ad integrarsi – e l’altra della high-society. Di mezzo, per il minore ci sono le barriere razziste – da ambedue le parti -; per il maggiore (Adrien Brody) l’ostacolo più duro: quello classista, che tuttavia supererà per merito di un reazionario rampollo di una famiglia ricca e famosa che sforando qualsiasi pregiudizio di casta stringe invece una eterna amicizia con il giovane ebreo.

2.jpg (11518 bytes)Questi frammenti agrodolci di fronte ad un mondo offuscato dalla spietato desiderio di uniformarsi a canoni stilistici indirizzati alla massa divoratrice di sangue appaiono splendenti petali di Cinema incondizionato, dalla memoria dell’autore, che libera le sue ali di Minerva per sorvolare quello che è stato il suo passato e quello che sarebbe potuto essere. Che insomma il suo presente quasi fosse generato e prestabilito da "quel" passato. Ecco perché il film di Levinson è una lunga carrellata a ritroso a tentare di recuperare immagini, sospiri, sorrisi, momenti di odio e di dolore e di gioia e di follia: uniti dalla labile memoria delle musiche, concretizzati dalla messa scena di quei ricordi e condensati in una pellicola dove – come direbbe Tomas Eliot - :"Tutto il futuro è già in tutto il passato", assioma che bacia il testo filmico di Levinson, per chiosare in astratto il film più "suo", dopo i complementari "Avalon" e "A cena con gli amici".

Luigi Senise

Il sito ufficiale del film

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Contiene:
• Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Digital
• Sottotitoli Closed-captioned
• Theatrical trailer(s)
• Galleria di interviste
• La colonna sonora con i classici degli anni '50
• Original theatrical trailer di Diner, il primo film di Levinson ambientato a Baltimora.
• Scene tagliate con una introduzione del regista