Anno VI - Numero 15 - Ottobre  2000

I film del mese


IL FANTASMA
(O FANTASMA)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: João Pedro Rodrigues
Sceneggiatura: Alexandre Melo, José Melo, Paulo Rebelo, João Pedro Rodrigues
Fotografia: Rui Poças
Scenografia e Costumi: João Rui Guerra da Mata
Montaggio: Paulo Rebelo, João Pedro Rodrigues
(Portogallo, 2000)
Distribuzione cinematografica: Lucky red

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sergio: Ricardo Meneses
Fatima: Beatriz Torcato
Joao: Andre Barbosa
Virgilio : Eurico Vieira

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (6061 bytes)Di più difficile, complesso e irrisolvibile da mostrare della morte, al cinema, c’è forse solo il sesso, il feticismo e l’ossessione erotica. Ci sono riusciti, negli anni, registi come Bunuel, grazie allo straniamento, o Monteiro, grazie alla filosofia e alla teologia; per rimanere nell’area iberica che interessa il giovane portoghese Rodrigues. Molto del resto non differisce più di tanto dall’estetica dei "promo" delle chat-lines. Ostentazione non fa sempre rima con eccitazione. Lo aveva già mostrato proprio l’anno scorso a Venezia l’orientale Bugie, bella teoria di onore sculacciate priva di vere vampate sessuali. Nell’economia di Venezia 2000 ci stava forse O fantasma, opera prima di non disprezzabile valore, per le sue ambizioni di messinscena, l’aggressività della macchina da presa, l’illusione di realtà. Illusione, perché nella dichiarata volontà di esibire la brutalità dei rapporti carnali Rodrigues smarrisce parzialmente la buona vena di una pellicola cui qualche allusività in più non sarebbe stata di nocumento. Perché espressionista è il punto di partenza, la Lisbona notturna così diversa dalla solare metropoli altrove contrabbandata, piena di rifiuti, come ogni altra città del globo, spazzolati da esseri ora chiassosi ora silenziosi, immersi nei residuati bellici della civiltà. Espressionista la caratterizzazione del protagonista, fantasma perché si muove inafferrabile nelle tenebre, e non è visto da nessuno, come gli esseri che lo circondano. Di cruda materialità, e ritmo insostenibile è invece la prima parte. Preludio ad una serie di siparietti sessuali, ricchi di liquidi organici, esibizioni, prestazioni in spazi insoliti o ristretti, incontri ravvicinati con oggetti.

2.jpg (5686 bytes)Senza la cristallina volontà di reificare il sesso tipica di Oshima, la sarabanda orchestrata da Rodrigues si rivela per quello che è: un campionario di atti già visti, che per il fatto di essere "veri" non guadagnano dal punto di vista dell’attrazione. Né l’impianto è riscattato dalla frenesia delle scansioni, che ricorda un’altra recente opera di lingua portoghese ma genesi brasileira, quel Bicchiere di rabbia che non a caso conteneva un vero (???) amplesso. Inutile scomodare Genet, sughero ormai troppo stretto per colli di bottiglia inadatti. O fantasma lascia che i suoi presupposti prendano il sopravvento in maniera inarrestabile, e deleteria per il risultato complessivo. L’oggetto che ne risulta rimane indecifrabile, interessante per le possibilità che lascia intravedere, impantanato nella volontà spesso assurda e onnivora di rappresentare globalmente un’ossessione. Il fantasma inciampa nel flessibile della doccia, e finisce ad annusare mutande usate. Fine ingloriosa, per un spirito.

Riccardo Ventrella


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)