Grady Tripp: Michael Douglas
James Leer: Tobey Maguire
Sara Gaskell: Frances Mc Dormand
Terry Crabtree: Robert Downey JR.
Hanna Green: Katie Holmes
Q: Rip Torn



Grady Tripp (Michael Douglas) è un professore
di letteratura d’inglese dell’Università di Pittsburgh.
Sette anni prima, ha pubblicato un libro, "la Figlia dell’Incendiaria",
che ha avuto un notevole riscontro di pubblico e di critica. Ora lavora al
suo secondo romanzo, un testo fiume di 2000 pagine da cui
Tripp, disincantato, con un joint di marijuana perennemente appeso
al labbro, non riesce a staccarsi. In città giunge il suo
editore, in crisi professionale (un Robert Downey
Jr in piena
forma, dopo la detenzione per droga), accompagnato da un gigantesco
travestito. I due alloggiano da Tripp che intanto ha affittato una camera ad
una sua allieva infatuata del bizzarro professore.
Il
Professor Tripp s’immerge per due giorni nella
vita dissoluta e ingenua di un giovane Rimbaud, James Leer (Tobey
Maguire) , un suo allievo dall’enorme talento letterario
al quale è profondamente affezionato. Allo stesso tempo
intrattiene una relazione con la moglie del Rettore...
Curtis Hanson
dopo "L. A. Confidential" si lancia in una storia scintillante,
in cui ogni personaggio pare si stagli sin dalla prima inquadratura come
unico e irripetibile.
Douglas inforca gli occhiali del bohemien
scapigliato, interpretando un po’ Grady Tripp, un po’ (forse) se
stesso. Tobey Maguire lascia un segno sulla pellicola che
rivela come sia pronto per fare tutto; Shakespeare compreso. E poi
Hanson ha dalla sua il romanzo di Michal Chabon, e la
sceneggiatura
tambureggiante di Steve Kloves ("I Favolosi Baker",
1989, da lui scritto e diretto), perforata da
infuocate battute in sequenza su cinema e letteratura prive di
retorica e in contrasto con la fotografia ovattata e torva di Dante
Spinotti. Il gelido bianco di Pittsburgh fa da sfondo a questa
storia di due irregolari, filtrata dall’occhio mobile di
Hanson, pronto a sventagliare forme e colori che simboleggiano la
microstoria americana della redenzione di uno scrittore; la cui
via di contrizione passa per la propria onestà intellettuale.