: Warner
Bros.
PERSONAGGI E INTERPRETI
Shane Falco: Keanu Reeves
Jimmy McGinty: Gene Hackman
Annabelle: Brooke Langton
Clifford Franklin: Orlando Jones
Jamal: Faizon Love
Andre: Michael "Bear" Taliferro

Per
la stagione di football americano, i play-off sono alle porte. Dopo un
disastroso campionato, la squadra dei Washington Sentinels si trova ad
affrontare un ulteriore crisi interna quando i giocatori professionisti,
non soddisfatti del loro salario, dichiarano lo sciopero. Per il
presidente del team, ora, si presenta davanti lo scoglio di un’impresa
apparentemente impossibile: ricostruire una squadra da zero, in tempo
per non perdere né troppi punti in classifica, né la qualificazione ai
play-off, né i fans. Decide prontamente di richiamare in campo un
leggendario allenatore degli anni ottanta e di concedere a questi, non
senza riluttanze, la massima libertà nella scelta dei giocatori che
formeranno la rosa. Le bizzarrie, com’è prevedibile, non si faranno
attendere: Il coach McGinty restaura la squadra raccogliendo un gruppo
di vecchi talenti, ognuno dei quali, dopo aver fallito la sua prima
occasione, si dedica adesso ad una qualche attività di ripiego, come
fosse stato sempre in attesa di questo momento. Tra tutti, brilla la
stella di un vecchio talento, il lanciatore Shane Falco. Risultato:
scalata verso i play-off e delirio dei fan.
In
tutta onestà, la storia qui raccontata è talmente melensa e stantia da
sminuire anche quei rari e brevi momenti di divertimento. La
regia è delle più ordinarie, e lo sviluppo della trama
sembra una copia carbone di almeno altre cento che l’hanno preceduta.
Persino i caratteristi (spesso unico barlume d’interesse in queste
commedie riciclate) sono scarsamente accattivanti e poveri di estro. Il
principio secondo cui "ognuno abbia diritto ad una seconda
opportunità" è talmente stilizzato e involgarito con sfumature
semi-pubblicitarie, da risultare imbarazzante anche per lo spettatore.
Il film fa anche di peggio quando tenta di impreziosire la sceneggiatura
lasciando in sottofondo una presumibile discussione sulle speranze di
successo, una maschera decisamente più insignificante della superficie
che vuol celare.