|
MALENA
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia:
Giuseppe Tornatore
Soggetto: Luciano Vincenzoni
Sceneggiatura:
Giuseppe Tornatore
Fotografia:
Lajos Koltai
Scenografia:
Francesco Frigeri
Costumi:
Maurizio Millenotti
Musica:
Ennio Morricone
Montaggio:
Massimo Quaglia
Prodotto da:
(Italia, 2000)
Durata:105'
Distribuzione
cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Malèna Scordia: Monica
Bellucci
Renato Amoroso: Giuseppe Sulfaro
Padre di Renato: Luciano Federico
Madre di Renato: Matilde Piana
Prof.Bonsignore: Pietro Notarianni
Nino Scordia: Gaetano Aronica
 
Ancora Sicilia. Con i suoi
colori e la vecchiezza delle sue architetture, con le sue vedute e
l'incolta selvaticheria di certi suoi paesaggi. Che puntualmente fanno
breccia nei cuori dei registi nostrani, neo neorealisti orfani di
un'Italia che non c'è più, nemmeno nelle borgate o nelle periferie. Ancora
Sicilia, ma senza mafia stavolta, in questo fiorire di storie civilmente
struggenti, ma una Sicilia densa di colori caldi, e di sentimenti
lineari, atavici, radicati nelle coscienze. L'Italietta cartolina che
piace al pubblico straniero – l’intrusione della Miramax ne è un
chiaro avvertimento – che si ostina a ritenerci provinciali e
retrogradi per non dover accettare il pallore dello stivale del Duemila,
in tutto e per tutto sempre più simile alle tonalità di qualsiasi
altro paese occidentale industrializzato, almeno in superficie.
In
questa meravigliosa cornice d’altri tempi, luogo semi incontaminato da
certa brutta edilizia moderna, scorre questa storia d’amore e di
crescita, di un bambino che si scopre uomo e del fiorire di una ragazza
che diventa donna. A trascinare prima e a condizionare poi il film è la
nostra storia prima della democrazia, con tanto di scena iniziale
sovrastata dalla metallica voce del Duce che annuncia via etere al paese
intero l'ingresso dell'Italia nel Secondo conflitto mondiale. Anche
tra quelle viuzze strette, quindi, la forza della guerra comincia a
correre all’impazzata, ma non per Renato, quattordicenne in piena
pubertà e ancora privo di turbamenti sessual-sentimentali, che conosce per
la prima volta l’estasi e l’irragionevolezza dell’amore. Oggetto
unico, imprendibile, quasi celestiale della sua passione è per l’appunto
Màlena, bellissima figlia del professore di latino, bramata voracemente
dagli occhi di ogni uomo del paese, scrutata malignamente da ogni donna.
Màlena, moglie di un soldato al fronte, immaginetta sacra quasi priva di
parole, fisicità a tutto schermo dai colori caldi e conturbanti, smorza
la solitudine abbandonandosi a sinuosi balli stretta alla foto del
marito lontano, sotto gli occhi incantati del giovane Renato. Attraverso
il suo sguardo mai pago di tanta sensualità gli spettatori scoprono
lentamente la vera vita di Màlena, lontano dalle calunnie che si
riservano alla "più bella del paese", nel dolore della
notizia della morte del marito, nell’inevitabilità delle sue scelte,
uniche vie possibili per fuggire dall’esilio impostale dal paese
natale. E paradossalmente sarà proprio questo amore nascosto,
trattenuto, inespresso a salvare la sorte della sfortunata Malena.
Tornatore ci immerge per l’ennesima volta in un cinema fatto di
cinema, con citazioni esplicite a vecchi film del passato
("Tarzan", "Ombre rosse", "Jane Eyre" e tanti altri nei siparietti onirici del giovane
Renato) e scene nelle buie sale di paese, riciclando un po’ una
formula che aveva incantato in "Nuovo Cinema Paradiso".
Bellissima la fotografia che sembra catturare ogni minimo odore e forma
dei paradisi siciliani e che rende perfettamente le morbide forme della
bellissima (e un po’ meno loquace) Monica Bellucci. Il regista
siciliano dimostra di conoscere il cinema e di saperlo usare, creando un
film molto semplice dopo l’avventura colossale del precedente
"Leggenda del pianista sull’Oceano".
Fania
Petrelli
Acquista
i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com,
il più fornito negozio interattivo della rete!
|