Anno VI - Numero 16 - Novembre 2000

I film del mese


MALENA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Giuseppe Tornatore
Soggetto: Luciano Vincenzoni

Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Fotografia: Lajos Koltai
Scenografia: Francesco Frigeri
Costumi: Maurizio Millenotti
Musica: Ennio Morricone
Montaggio: Massimo Quaglia
Prodotto da:
(Italia, 2000)
Durata:105'
Distribuzione cinematografica: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Malèna Scordia: Monica Bellucci
Renato Amoroso: Giuseppe Sulfaro
Padre di Renato: Luciano Federico
Madre di Renato: Matilde Piana
Prof.Bonsignore: Pietro Notarianni
Nino Scordia: Gaetano Aronica 

Ancora Sicilia. Con i suoi colori e la vecchiezza delle sue architetture, con le sue vedute e l'incolta selvaticheria di certi suoi paesaggi. Che puntualmente fanno breccia nei cuori dei registi nostrani, neo neorealisti orfani di un'Italia che non c'è più, nemmeno nelle borgate o nelle periferie. Ancora Sicilia, ma senza mafia stavolta, in questo fiorire di storie civilmente struggenti, ma una Sicilia densa di colori caldi, e di sentimenti lineari, atavici, radicati nelle coscienze. L'Italietta cartolina che piace al pubblico straniero – l’intrusione della Miramax ne è un chiaro avvertimento – che si ostina a ritenerci provinciali e retrogradi per non dover accettare il pallore dello stivale del Duemila, in tutto e per tutto sempre più simile alle tonalità di qualsiasi altro paese occidentale industrializzato, almeno in superficie. 

In questa meravigliosa cornice d’altri tempi, luogo semi incontaminato da certa brutta edilizia moderna, scorre questa storia d’amore e di crescita, di un bambino che si scopre uomo e del fiorire di una ragazza che diventa donna. A trascinare prima e a condizionare poi il film è la nostra storia prima della democrazia, con tanto di scena iniziale sovrastata dalla metallica voce del Duce che annuncia via etere al paese intero l'ingresso dell'Italia nel Secondo conflitto mondiale. Anche tra quelle viuzze strette, quindi, la forza della guerra comincia a correre all’impazzata, ma non per Renato, quattordicenne in piena pubertà e ancora privo di turbamenti sessual-sentimentali, che conosce per la prima volta l’estasi e l’irragionevolezza dell’amore. Oggetto unico, imprendibile, quasi celestiale della sua passione è per l’appunto Màlena, bellissima figlia del professore di latino, bramata voracemente dagli occhi di ogni uomo del paese, scrutata malignamente da ogni donna. Màlena, moglie di un soldato al fronte, immaginetta sacra quasi priva di parole, fisicità a tutto schermo dai colori caldi e conturbanti, smorza la solitudine abbandonandosi a sinuosi balli stretta alla foto del marito lontano, sotto gli occhi incantati del giovane Renato. Attraverso il suo sguardo mai pago di tanta sensualità gli spettatori scoprono lentamente la vera vita di Màlena, lontano dalle calunnie che si riservano alla "più bella del paese", nel dolore della notizia della morte del marito, nell’inevitabilità delle sue scelte, uniche vie possibili per fuggire dall’esilio impostale dal paese natale. E paradossalmente sarà proprio questo amore nascosto, trattenuto, inespresso a salvare la sorte della sfortunata Malena.

Tornatore ci immerge per l’ennesima volta in un cinema fatto di cinema, con citazioni esplicite a vecchi film del passato ("Tarzan", "Ombre rosse", "Jane Eyre" e tanti altri nei siparietti onirici del giovane Renato) e scene nelle buie sale di paese, riciclando un po’ una formula che aveva incantato in "Nuovo Cinema Paradiso". Bellissima la fotografia che sembra catturare ogni minimo odore e forma dei paradisi siciliani e che rende perfettamente le morbide forme della bellissima (e un po’ meno loquace) Monica Bellucci. Il regista siciliano dimostra di conoscere il cinema e di saperlo usare, creando un film molto semplice dopo l’avventura colossale del precedente "Leggenda del pianista sull’Oceano".

Fania Petrelli


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)