Anno VI - Numero 16 - Novembre 2000

I film del mese


GRAZIE PER LA CIOCCOLATA
(MERCI POUR LE CHOCOLAT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Claude Chabrol
Sceneggiatura
: Claude Chabrol e Caroline Eliacheff, dal romanzo "Et merci pour le chocolat" di Charlotte Armstrong
Fotografia:
Renato Berta
Scenografia
: Yvan Niclass
Costumi
: Elisabeth Tavernier
Musica
: Mathieu Chabrol
Montaggio
: Monique Fardoulis
Prodotto da
: Marin Karmitz, Jean-Louis Porchet
(Francia, 2000)

Durata
: 99'
Distribuzione cinematografica
: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Mika Muller-Polonski: Isabelle Huppert
André Polonski: Jacques Dutronc
Jeanne Pollet: Anna Mouglalis
Guillaume Polonski: Rodolphe Pauly
Louise Pollet: Brigitte Catillon
Dufreigne: Michel Robin

Un affermato pianista, André Polonski, sposa per la seconda volta - dopo una brevissima unione, avvenuta tempo prima - l’affascinante Mika, presidente di un’industria del cioccolato: l’uomo ha pure un figlio, Guillaume, nato dal suo precedente matrimonio con Lisbeth, deceduta in un misterioso incidente automobilistico. La giovane Jeanne Pollet, alle prese con un difficile concorso di pianoforte, viene casualmente a conoscenza d’avere rischiato d’essere, per accidente, scambiata alla nascita col figlio di André: incuriosita, si presenta a casa dell’uomo, che non tarda ad affezionarsi a lei, divenendone una sorta di precettore-mentore... Da qui, sulla scorta d’un plot complesso ed angosciante desunto da un libro di Charlotte Armstrong, prende le mosse "Grazie per la cioccolata", ennesima fatica registica del prolifico Claude Chabrol

Da sempre impietoso notomizzatore delle turpitudini che s’annidano nella borghesia, segnatamente quella della tranquilla e sonnacchiosa provincia francese, il settantenne regista parigino ha negli anni affinato altre doti, mutuate dall’antico maestro Hitchcock: ad esempio, l’arte di raccontar una vicenda tenendo costantemente desta l’attenzione della platea, caricando di tensione anche i più banali gesti della quotidianità. Nella forma popolare del giallo, in sostanza, riesce al Nostro d’esprimere in folgorante sintesi i dati del reale deprivandoli del superfluo: ne risultano pellicole secche, icastiche, capaci nei casi migliori d’imprimersi nella memoria dello spettatore con una potenza inversamente proporzionale alla semplicità dei mezzi utilizzati. Tanto si può dire per questo mirabile Grazie per la cioccolata, un quasi-kammerspiel a quattro voci, ove i destini dei personaggi risultano segnati da contorsioni dell’anima non facilmente decrittabili e nessuno, in definitiva, può dirsi innocente. Scandito dalle belle musiche di Mathieu Chabrol, recitato alla perfezione da un gruppetto d’attori tra i quali fa spicco un’immensa Isabelle Huppert, il film si chiude sul pianto lungo, silenzioso, insostenibile d’una donna spezzata. Cagionato da azioni commesse senza movente diverso dalla pena che ci costa vivere: col male che figlia e dipoi ci abita, nostro malgrado.

Francesco Troiano


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