: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Mika Muller-Polonski: Isabelle Huppert
André Polonski: Jacques Dutronc
Jeanne Pollet: Anna Mouglalis
Guillaume Polonski: Rodolphe Pauly
Louise Pollet: Brigitte Catillon
Dufreigne: Michel Robin




Un
affermato pianista, André Polonski, sposa per la seconda volta - dopo
una brevissima unione, avvenuta tempo prima - l’affascinante Mika,
presidente di un’industria del cioccolato: l’uomo ha pure un figlio,
Guillaume, nato dal suo precedente matrimonio con Lisbeth, deceduta in
un misterioso incidente automobilistico. La giovane Jeanne Pollet, alle
prese con un difficile concorso di pianoforte, viene casualmente a
conoscenza d’avere rischiato d’essere, per accidente, scambiata alla
nascita col figlio di André: incuriosita, si presenta a casa dell’uomo,
che non tarda ad affezionarsi a lei, divenendone una sorta di
precettore-mentore... Da qui, sulla scorta d’un plot complesso ed
angosciante desunto da un libro di Charlotte Armstrong, prende le mosse
"Grazie per la cioccolata", ennesima fatica registica del
prolifico Claude Chabrol.
Da
sempre impietoso notomizzatore delle turpitudini che s’annidano nella
borghesia, segnatamente quella della tranquilla e sonnacchiosa provincia
francese, il settantenne regista parigino ha
negli anni affinato altre doti, mutuate dall’antico maestro Hitchcock:
ad esempio, l’arte di raccontar una vicenda tenendo costantemente
desta l’attenzione della platea, caricando di tensione anche i più
banali gesti della quotidianità. Nella forma popolare del giallo, in
sostanza, riesce al Nostro d’esprimere in folgorante sintesi i dati
del reale deprivandoli del superfluo: ne risultano pellicole secche,
icastiche, capaci nei casi migliori d’imprimersi nella memoria dello
spettatore con una potenza inversamente proporzionale alla semplicità
dei mezzi utilizzati. Tanto si può dire per questo mirabile Grazie
per la cioccolata, un quasi-kammerspiel a quattro voci, ove i
destini dei personaggi risultano segnati da contorsioni dell’anima non
facilmente decrittabili e nessuno, in definitiva, può dirsi innocente.
Scandito dalle belle musiche di Mathieu Chabrol,
recitato alla perfezione da un gruppetto d’attori tra i quali fa
spicco un’immensa Isabelle Huppert, il
film si chiude sul pianto lungo, silenzioso, insostenibile d’una donna
spezzata. Cagionato da azioni commesse senza movente diverso dalla pena
che ci costa vivere: col male che figlia e dipoi ci abita, nostro
malgrado.
Francesco
Troiano