: Nexo
PERSONAGGI E INTERPRETI
Frank Sullivan: Dennis Quaid
John Sullivan: Jim Caviezel
Jack Shepard: Shawn Doyle
Julia Sullivan: Elizabet Mitchell
Satch DeLeon: Andre Braugher


E’
il 12 ottobre 1969 e Frank Sullivan, impavido pompiere e buon padre di
una famiglia del Queens, troverà la morte tra le fiamme nel tentativo
di salvare una donna bloccata in un magazzino. Trent’anni dopo, il
figlio poliziotto si ritrova tra le mani l’apparecchiatura
rice-trasmittente usata dal padre e, colto da un lampo di curiosità,
non si trattiene dal riaccenderla. Quello che accade però,
probabilmente in seguito a fenomeni correlati alle aurore boreali, sarà
imprevedibile: la radio, attraversando lo spazio-tempo, riesce a
comunicare con l’ottobre del 1969 nella stessa casa, con il suo
proprietario di allora. John ha in questo modo, col vantaggio di un
futuro che già conosce, l’opportunità di evitare la morte del padre
mettendolo in allarme sul suo destino. La sua sopravvivenza sarà il
felice risultato della loro collaborazione, ma purtroppo non l’unico:
alterando una frazione di spazio-tempo, scateneranno ripercussioni
inevitabili sui giorni a venire (concetti piuttosto chiari a chiunque
ricordi la saga di "Ritorno al Futuro"), tra cui una catena di
omicidi che apparentemente non hanno alcun legame con l’evento, ma che
dimostreranno invece quanto sia fragile l’equilibrio della retta
temporale.
E’
infatti il tempo, il terreno su cui si gioca: un mosaico di singole
unità che i protagonisti dimostrano di poter controllare come la
polvere di gesso su una lavagna. Cancellano, riscrivono, trasformano le
vicende della loro vita senza verificarne il raggio d’influenza,
aiutati più dalla fortuna che dall’intelletto.
Purtroppo,
i due imperdonabili difetti di questo film
sono palesemente davanti agli occhi: primo, il
copione sembra ripercorrere (senza aggiungere molto) tutta
la trilogia di "Ritorno Al Futuro", mancando però
del disinvolto sarcasmo di Zemeckis e di altrettante contaminazioni
della trama; secondo, dobbiamo dar ragione a chi non riesce a
perdonargli un filo narrativo piuttosto
obsoleto, confuso dalla scelta stridente di mettere tanta
carne al fuoco senza dignitosi approfondimenti, annodando, in un
intreccio male amalgamato, temi quali il rapporto padre-figlio; il
dolore per la morte ed il distacco; l’ambiguità, oramai esasperante,
che impregna il contrasto tra gli sforzi eroici e l’egoismo nascosto
dalla loro maschera. Un film, in definitiva, che non regala alcuna
sorpresa, ma è soltanto l’ennesimo, rilassante palliativo ad una
serata troppo stanca. Per un paio d’ore senza
impegni.