: UIP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Ulysses Everett McGill: George Clooney
Pete: John Turturro
Delmar: Tim Blake Nelson
Pappy O’Daniel: Charles Durning
Big Dan Teague: John Goodman
Penny Wharvey: Holly Hunter



A
chi potrebbe venir in mente, oggi, di dirigere un film liberamente
ispirato alla classica "Odissea" di Omero? La risposta la
danno i fratelli Coen con questo divertito,
bizzarro, zigzagante "Fratello, dove sei?", ove l’azione è
spostata agli anni della Depressione, i Thirties, nel Sud degli States:
l’Ulisse della situazione è un certo Everett Ulysses McGill,
simpatico fanfarone impomatato, evaso di prigione assieme agli amici
Pete e Delmar. Raminghi per le terre del Mississippi, i tre s’imbattono
in una miriade di singolari personaggi: un decrepito indovino cieco, un
presunto venditore di bibbie monocolo (John
Goodman in una strepitosa caratterizzazione), persino le Sirene,
fino al rientro in patria ove il nostro eroe è atteso - si fa per dire:
la donna sta per risposarsi - da una improbabile Penelope nomata Penny.
Tra
lugubri cerimonie del Ku Klux Klan malamente interrotte e mucche che
finiscono sui tetti, tentati linciaggi ed improvvise bufere, l’avventura
dei nostri moderni picari si snoda sorniona, assai divertendo: ed è
geniale l’idea di adoprar le musiche a mo’ di commento degli eventi,
si tratti di "In the Big Rock Candy Mountain" - mugugnata dai
reclusi durante i lavori forzati - o di "You are my sunshine",
di canti battesimali come "O Lord, Show Me the Way" o del
peculiare blues delle Sirene.
All’insegna d’un blend agrodolce, memore di certe divertite commedie
sociali del passato (cui vien reso omaggio, nella scena dei detenuti
condotti al cinema, citando il Preston Sturges de "I
dimenticati": il cui titolo originale è, non a caso, "Sullivan’s
Travels"), Fratello, dove sei? è un
divertissement condotto con impagabile estro ed appena viziato da un
sospetto d’intellettualismo: benissimo recitato, inoltre,
da un irresistibile Turturro e da un Clooney che, cicisbeo cacciaballe e
spaccone, rifà perfettamente il verso alla simpatica canaglia Clark
Gable, baffetti assassini inclusi.