Anno VI - Numero 16 - Novembre 2000

I film del mese


I FIUMI DI PORPORA
(LES RIVIERES POURPRE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura
: Jean-Christophe Grangé, Mathieu Kassovitz, tratto dal romanzo omonimo di Jean-Christophe Grange edito da Garzanti
Fotografia
: Tierry Arbogast
Scenografia
: Tierry Flamand
Musica
: Bruno Coulais
Montaggio
: Maryline Monthieux
Prodotto da
: Alain Goldman
(Francia, 2000)

Durata
: 105'
Distribuzione cinematografica
: Filmauro

PERSONAGGI E INTERPRETI

Pierre Niémans: Jean Reno
Max Kerkerian: Vincent Cassel
Fanny Ferreira: Nadia Fares
Suor Andrée: Dominique Sanda
Bernard Chernezé: Jean-Pierre Cassel
Rettore: Didier Flamand

Nello stesso giorno, a 300 chilometri di distanza, due poliziotti si vedono affidare dei casi singolari: al commissario Pierre Niemans spetta il compito d’indagare su di un cadavere, orrendamente mutilato, rinvenuto tra rocce a picco su un lago, nei pressi di Grenoble; al luogotenente Max Kerkerian tocca in sorte di far luce sulla profanazione della tomba d’un bambino decenne, scomparso in circostanze misteriose nel 1982. Apparentemente non collegate, le inchieste finiscono per convergere sul medesimo sopettato: unite le forze, la coppia di uomini di legge cerca di venir a capo dell’intricata matassa, mentre si moltiplicano gli omicidi... 

Al suo quarto lungometraggio, Mathieu Kassovitz pare ormai deciso ad intraprendere una carriera di onesto artigiano cinematografico, abbandonando le pretese autoriali de "L’odio" (1995) per mettersi con umiltà al servizio d’una storia. Qui, adattando per lo schermo l’omonimo romanzo di Jean-Christophe Grangé (una sorta di variazione colta ed europea sulle tematiche dell’ormai classico "Il silenzio degli innocenti" di Thomas Harris), egli propone un robusto esempio di thriller-noir impaginato con cura ed attento alla definizione dei personaggi. Non mancano, ovviamente, sequenze spettacolari e momenti di suspense: su tutto prevale, comunque, un piacere del racconto e della messa in scena infrequenti nel cinema contemporaneo di genere. 

Sorretto da un cast assai valido, il film si lascia seguire con interesse sino alla conclusione: ed è un peccato che il regista incappi in un autentico infortunio nello scioglimento della vicenda, visibilmente lambiccato se non addirittura risibile. Inoltre, preoccupato di mostrarsi adeguato al compito, Kassovitz talvolta strafà nella estremizzazione di alcune situazioni e nell’aggiungere adrenalina ad ogni passaggio: suscitando, per contro, l’impressione di non possedere quel particolare talento visivo che avrebbe fatto, poniamo, d’un Besson un esecutore maggiormente adatto alla bisogna.

Francesco Troiano

Il sito ufficiale del film
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