Anno VI - Numero 16 - Novembre 2000

I film del mese


FILM

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Laura Belli
Fotografia: Marco Sperduti
Scenografia: Claudia Giammona
Costumi: Roberta Ciotti
Musica: Tito Schipa Jr.
Montaggio: Bruno Sarandrea
Prodotto da:
(Italia, 2000)
Durata: 92'
Distribuzione cinematografica:

PERSONAGGI E INTERPRETI

Mara: Laura Morante
Monica: Monica Scattini
Vera: Maddalena Crippa
Tazi: Naike Rivelli
Dario: Gigio Alberti

Cinema di donne. Quest'anno più che in altri momenti il cinema italiano (e non solo) ha regalato alle donne ruoli da protagoniste, liberandole dai soliti cliché di vittime, angeli del focolare, salvatrici di vite, di famiglie, del mondo. Non più dunque cause provocatrici di eventi ma artefici dei destini che vengono loro assegnati dai registi. 

In questo "Film" di Laura Belli sono quattro le travolgenti creature intorno alle quali la regista costruisce una trama divertente. La protagonista è Mara, da poco separata da un famoso regista dietro la cui ombra, e per il cui amore, ha sacrificato il suo sogno di sceneggiatrice. Il riscatto le si para davanti sotto forma di un concorso, solo dieci i giorni per preparare una sceneggiatura. Si arma di fogli e macchina da scrivere. Ma come la mettiamo con le sue amiche del cuore, che per una strana beffa del caso si trovano contemporaneamente incastrate nella bufera delle loro vite coniugali? Monica, la moglie, stanca del suo pallido matrimonio con un uomo indifferente ad ogni sua provocazione e, si scoprirà poi, sostituita da un'avvenente pollastrella. Tazi, la svagata, che si lamenta delle maniere, e delle mani pesanti, del suo consorte macellaio. E Vera, l'antipatica, nella cui vita da single Mara è catapultata dalle altre due, con tanto di uscitine nei locali contornate da due giovani aitanti e sgrammaticati. Barricarsi in casa con i telefoni staccati non fa altro che far precipitare le  amiche alla sua porta. Nonostante i saggi consigli del suo amico Dario, unico e poco incisivo rappresentante dell'altro sesso, i tasti della sua macchina da scrivere continuano a stampare parole intuili che finiscono  accartocciate in un cestino. Ma lei vuole quel premio, e un modo c'è, sciagurato forse, ma c'è.

La Belli, all'esordio come regista, condensa in questo film tutta la voglia di libertà che nasce dall'universo femminile di questi anni, esagerata e irrazionale, sottolineando una spregiudicatezza ed una presunzione che molte donne scambiano per vera emancipazione. Ad arginare questa piena indomabile inventa infatti la figura di Mara, l'unica delle quattro ad avere veramente imboccato la via dell'indipendenza, mantenendo però la sua integrità a tratti bacchettona ma rispettosa di sé e degli altri. Non è un caso che sia lei, unico punto fermo tra donne assetate di accetazione maschile, ad averla vinta quasi fino in fondo.

Fania Petrelli


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