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FILM
CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia:
Laura Belli
Fotografia:
Marco Sperduti
Scenografia:
Claudia Giammona
Costumi:
Roberta Ciotti
Musica:
Tito Schipa Jr.
Montaggio:
Bruno Sarandrea
Prodotto da:
(Italia, 2000)
Durata:
92'
Distribuzione
cinematografica:
PERSONAGGI E INTERPRETI
Mara: Laura Morante
Monica: Monica Scattini
Vera: Maddalena Crippa
Tazi: Naike Rivelli
Dario: Gigio Alberti
 
Cinema di
donne. Quest'anno più che in altri momenti il cinema italiano (e non
solo) ha regalato alle donne ruoli da protagoniste, liberandole dai
soliti cliché di vittime, angeli del focolare, salvatrici di vite, di
famiglie, del mondo. Non più dunque cause provocatrici di eventi ma
artefici dei destini che vengono loro assegnati dai registi.
In questo
"Film" di Laura Belli sono quattro le travolgenti creature
intorno alle quali la regista costruisce una trama divertente. La
protagonista è Mara, da poco separata da un famoso regista dietro la
cui ombra, e per il cui amore, ha sacrificato il suo sogno di
sceneggiatrice. Il riscatto le si para davanti sotto forma di un
concorso, solo dieci i giorni per preparare una sceneggiatura. Si arma
di fogli e macchina da scrivere. Ma come la mettiamo con le sue amiche
del cuore, che per una strana beffa del caso si trovano
contemporaneamente incastrate nella bufera delle loro vite coniugali?
Monica, la moglie, stanca del suo pallido matrimonio con un uomo
indifferente ad ogni sua provocazione e, si scoprirà poi, sostituita da
un'avvenente pollastrella. Tazi, la svagata, che si lamenta delle
maniere, e delle mani pesanti, del suo consorte macellaio. E Vera,
l'antipatica, nella cui vita da single Mara è catapultata dalle altre
due, con tanto di uscitine nei locali contornate da due giovani aitanti
e sgrammaticati. Barricarsi in casa con i telefoni staccati non fa altro
che far precipitare le amiche alla sua porta. Nonostante i saggi
consigli del suo amico Dario, unico e poco incisivo rappresentante
dell'altro sesso, i tasti della sua macchina da scrivere continuano a
stampare parole intuili che finiscono accartocciate in un cestino.
Ma lei vuole quel premio, e un modo c'è, sciagurato forse, ma c'è.
La Belli, all'esordio come regista, condensa in questo film tutta la
voglia di libertà che nasce dall'universo femminile di questi anni,
esagerata e irrazionale, sottolineando una spregiudicatezza ed una
presunzione che molte donne scambiano per vera emancipazione. Ad
arginare questa piena indomabile inventa infatti la figura di Mara,
l'unica delle quattro ad avere veramente imboccato la via
dell'indipendenza, mantenendo però la sua integrità a tratti
bacchettona ma rispettosa di sé e degli altri. Non è un caso che sia
lei, unico punto fermo tra donne assetate di accetazione maschile, ad
averla vinta quasi fino in fondo.
Fania
Petrelli
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