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PANE
E TULIPANI
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia:
Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondeef, Silvio Soldini
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi:
Musica: Giovanni Venosta
Montaggio: Carlotta Cristiani
Prodotto da: Istituto Luce, Rai Radiotelevisione italiana, Monogatari
(Italia, 2000)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: Istituto Luce
PERSONAGGI E INTERPRETI
Rosalba: Licia Maglietta
Fernando: Bruno Ganz
Costantino: Giuseppe Battiston
Grazia: Marina Massironi
  
"Le anime come i
corpi possono morire di fame: dateci pane, ma dateci anche rose". Così recitava
uno slogan delle operaie tessili americane in uno sciopero dei primi anni del secolo. Silvio Soldini utilizza questa frase per creare il titolo del suo
ultimo film, sostituendo le rose ai tulipani che "mille anni fa riempivano
spiega il regista- i giardini dei sultani di mille colori, che popolavano le pagine delle
Mille e una notte e che erano simbolo di desiderio e di amore".
E proprio dal desiderio di
calore umano e di libertà che il film prende le mosse o meglio è la protagonista,
Rosalba, che per caso decide di dare una repentina sterzata alla sua vita e optare per la
propria voglia di vivere, per lungo tempo tarpata. La storia inizia da una di quelle
"terribili" gite che le ditte organizzano per vendere i loro prodotti, a cui
partecipano Rosalba, una casalinga di Pescara, Mimmo, il marito e i loro due figli. La
donna, abbandonata per errore allautogrill, sceglie di non aspettare che vengano a
riprenderla, ma di tornare a casa da sola. Durante il tragitto cambia idea e si dirige a
Venezia, dove dovrebbe passare solo un paio di giorni. Rosalba trova invece lavoro presso un burbero fioraio anarchico e
viene ospitata da Fernando, un
curioso cameriere di origine islandese, che parla come un uomo daltri tempi ed
affascina per i suoi modi gentili la donna. Il film, pur partendo da uno spunto
realistico, si trasforma fotogramma dopo fotogramma in qualcosa di diverso, è la
protagonista stessa a segnare questo cambiamento, da casalinga scialba, indecisa e senza
qualità si trasforma in una donna più sicura di sé e delle proprie capacità, quasi
"travolta" dal suo stesso desiderio di libertà, finalmente lontana da un marito
distratto e volgare, distante mille anni luce da una vita fra pentole e tegami.
Per
tutto il film si respira unaria sospesa fra quella che è la storia reale dei
personaggi e il mondo onirico di Rosalba che si fa portatore delle sue
ansie, ma anche delle sue aspirazioni e dei suoi desideri più profondi. Anche la scelta
di ambientare la pellicola a Venezia aumenta questa sensazione di essere a metà strada
fra realtà e sogno, in unambientazione al di fuori della vita quotidiana. A
completare il tutto è la splendida prova degli attori, che popolano il film di personaggi
bizzarri, ma allo stesso tempo reali e carichi di energia vitale, sono loro che
"dovranno esporsi rivela ancora Silvio Soldini in prima persona e
vivere davanti alla macchina da presa". Ottima la prova di Licia
Maglietta (Rosalba), lavevamo incontrata già grande interprete in Lamore
molesto (1995) di Mario Martone e ne Le acrobate
(1997) dello stesso Soldini ed ora in questultima prova riesce a dare
vita a un personaggio inizialmente sbiadito, ma che nella sua ricerca di libertà si
carica di nuove connotazioni. Al suo fianco Bruno Ganz
(Fernando), attore importante, già scelto da Wim Wenders per
Il cielo sopra Berlino (1987), Così vicino così lontano (1993) e da
Theo Anghelopulos in Leternità e un giorno (1998).
Irene
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