Anno V - Numero 9 - Marzo  2000

I film del mese


IL MIGLIO VERDE
(THE GREEN MILE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Frank Darabont
Sceneggiatura: Frank Darabont, dal romanzo "Il miglio verde" di Stephen King edito da Sperling & Kupfer
Fotografia: David Tattersall
Scenografia: Terence Marsh
Costumi: Karyn Wagner
Musica: Thomas Newman
Montaggio: Richard Francis-Bruce
Prodotto da: David Valdes, Frank Darabont
(USA, 1999)
Durata: 189’
Distribuzione cinematografica: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Paul Edgecomb: Tom Hanks
John Coffey: Michael Clarke Duncan
Brutus "Brutal" Howell: David Morse
Hal Moores: James Cromwell
Jan Edgecomb: Bonnie Hunt
Dean Stanton: Barry Pepper

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

2.jpg (11192 bytes)Frank Darabont firma la sua seconda regia: Il Miglio Verde, dall’omonimo romanzo di Stephen King. Il felice connubio di Le Ali della Libertà si rinnova. Scenografo, tecnico del suono, musiche appartengono al primo come al secondo film. Emerge da questa seconda contaminatio che King ha trovato il suo regista, dopo le varie riduzioni cinematografiche -Cujo, Grano Rosso sangue, Carrie etc.- che non tenevano il confronto qualitatitivo con il referente testuale. L’opera dello scrittore americano proiettata sullo schermo ha spesso perso efficacia stilistica – salvo naturalmente eccezioni: Shining di Kubrick (ripudiato però da King), Stand By me e Misery di Rob Reiner. Da ciò non si può dedurre che questo film sia pari per struttura emotiva e narrativa a Le Ali della Libertà. Il Miglio Verde è una storia che si fonda per ambientazione cronologica e ambientale sul primo film del regista, e che tenta soluzioni visive audaci, ma riutilizzando il cinema edificante di Capra, Ford, Hawks più in chiave di derivazione che di riutilizzo stilistico.

1.jpg (11040 bytes)La storia è originale. Una guardia carceraria del braccio della morte (Tom Hanks) di una prigione del sud degli Stati Uniti conosce un enorme condannato a morte di colore (Michael Duncan). Il crimine per cui dovrà "cavalcare il fulmine" (la sedia elettrica) è orribile, e quando il carcerato poi rivela delle capacità taumaturgiche, dei dubbi cominceranno a tamburellare sulle tempie di Hanks. Da corollario ai due una serie di personaggi vividi: ognuno con una cifra simbolica definita, come Delacroix, o Mr. Jingle, il topolino ammaestrato. Darabont filologicamente assimila la lezione di King: il Male e il Bene contrapposti. E Tom Hanks-Paul Edgecomb contiene la recitazione affinché la miracolosa e terribile esistenza del condannato alla sedia elettrica John Coffey- Michael C. Duncan non potenzi il lato fantastico della vicenda a dispetto del contatto con il dramma sociale.

3.jpg (11717 bytes)Se dunque Il Miglio Verde esprime uno spaccato di vita carcerario profumato di magico, ed evoca con le immagini un mondo di libertà spirituale e di stoico vivere, nel finale tuttavia appare vagamente inferiore per prolissità narrativa allo spessore narrativo della prima parte, che, al contrario, tiene il confronto con Le ali della libertà. Tuttavia il film ha la forza di sostenere anche qualche virtuosismo di Darabont –le serate di Hanks rischiarate da una calda e opaca luce di una lampada ad olio, in compagnia di radio, Blues e latte. E di sostenere con decisione, quindi anche con una lieve retorica, la realtà della pena di morte, illuminando la dimensione della contrazione, seguita al peccato, come unica speranza di salvazione, sia la vita di un uomo lunga o breve.

Luigi Senise

Il sito ufficiale del film


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