Anno V - Numero 9 - Marzo  2000

I film del mese


INSIDER - DIETRO LA VERITA’
(THE INSIDER)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Michael Mann
Sceneggiatura: Eric Roth & Michael Mann, ispirata all’articolo di Marie Brenner "The men who knew too much", pubblicato da "Vanity Fair".
Fotografia: Dante Spinotti
Scenografia: Brian Morris
Costumi: Anna Sheppard
Musica: Lisa Gerrard & Pieter Bourke
Montaggio: William Goldenberg, Paul Rubell, David Rosenbloom
Prodotto da: Peter Jan Brugge, Michael Mann
(USA, 1999)
Durata: 157'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Lowell Bergman: Al Pacino
Jeffrey Wigand: Russell Crowe
Mike Wallace: Christopher Plummer
Liane Wigand: Diane Venora
Don Hewitt: Philip Baker Hall

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1.jpg (10524 bytes)Capo ricercatore e dirigente aziendale della Brown & Williamson, una delle multinazionali del tabacco, Jeffrey Wigand viene licenziato dai suoi superiori perchè rifiutatosi di dare l’avallo al mantenimento nella nicotina d’una sostanza pericolosa per la salute dei consumatori.
Contattato da Lowell Bergman, reporter investigativo del celebre programma televisivo statunitense "60 minutes", egli concede un’intervista esplosiva nella quale si svelano i retroscena dell’allontanamento dal suo incarico e vengono messe in piazza le magagne degli industriali del settore: ma la messa in onda è bloccata dalla CBS e Wigand viene citato in giudizio, fatto oggetto di continue diffamazioni, lasciato dalla moglie. Bergman, tuttavia, non molla la presa, e cerca in ogni modo di costringere la CBS a rivedere la propria decisione...

2.jpg (10914 bytes)Non sarebbe giusto rivelarvi come la storia andrà a finire, giacché Insider - Dietro la verità ha pur sempre l’andamento e la struttura di un thriller: ed è, soprattutto, un film di Michael Mann, uno dei pochi cineasti americani in attività a potersi fregiare a ragione del titolo di autore.
Se la struttura da Davide vs. Golia in ambito giudiziario non è nuova nel cinema americano, come dimostrano pellicole quali Il verdetto (1982) di Sidney Lumet o Conflitto di classe (1990) di Michael Apted, inedito è invece il ritratto d’un paese dove il potere del danaro fa ormai barcollare anche il baluardo della libertà d’informazione ("è la stampa, bellezza", ghignava Bogart nel ‘56 alla fine de "Il colosso d’argilla"): se vittoria oggi si ottiene, ciò è soltanto frutto del caso o dell’ostinazione del singolo, ma resta comprovata una volta per tutte l’inaffidabilità del sistema.

3.jpg (11715 bytes)Da sempre narratore di storie d’uomini alle prese con un dilemma morale (il poliziotto disilluso e nevrotizzato di Manhunter, l’irruento Hawkeye de L’ultimo dei mohicani, lo sbirro dalla famiglia disastrata di Heat), Mann propone stavolta una variazione sul tema, ove la giustizia può esser per paradosso ristabilita infrangendo le regole dell’etica in luogo di rispettarle.
Ne nasce una sorta di dramma intimista con venature di detective story, dall’andamento solenne e dai tempi volutamente dilatati: cose che appesantiscono un po’ la seconda parte, afflitta inoltre da un eccesso di verbosità e da un sentor di didattico, ma non inficiano il risultato complessivo.
E’ eccellente, come d’uso, il livello delle interpretazioni: se Pacino sembra talvolta stazionare tra manierismo e ritualità, magistrale risulta Russell Crowe nell’esprimere la dolorosa stupefazione di chi si sa colpevole soltanto di verità aggravata.

Francesco Troiano

Biografia di Michael Mann

Il sito ufficiale del film


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