Anno V - Numero 9 - Marzo  2000

I film del mese


FINE DI UNA STORIA
(THE END OF THE AFFAIR)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Neil Jordan
Sceneggiatura: Neil Jordan, sulla scorta del romanzo di Graham Greene "La fine dell’avventura"
Fotografia: Roger Pratt
Scenografia: Anthony Pratt
Costumi: Sandy Powell
Musica: Michael Nyman
Montaggio: Tony Lawson
Prodotto da: Neil Jorda, Stephen Wooley
(USA, GB 1999)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: Columbia

PERSONAGGI E INTERPRETI

Maurice Bendrix: Ralph Fiennes
Henry Miles: Stephen Rea
Sarah Miles: Julianne Moore
Mr.Parkis: Ian Hart
Mr.Savage: James Bolam

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1.jpg (11737 bytes)Nel corso del secondo conflitto mondiale, a Londra, un giovane romanziere e la consorte d’un facoltoso funzionario pubblico, uniti da una irrefrenabile passione, vengono colpiti da un bombardamento mentre sono in casa.
Lo scrittore sembra morto, la donna giura che se egli sopravvive giammai lo rivedrà: lui è vivo e viene abbandonato senza poter avere una ragionevole spiegazione, lei languisce fino alla morte come colpita da una perdita insostenibile.
Il marito, che prova per la compagna una sorta d’amore apparentabile all’amicizia, chiede all’amante di andare ad abitare da loro: i due uomini trascorreranno assieme, uniti da una insondabile solidarietà, gli ultimi giorni di vita dell’amata.

2.jpg (12335 bytes)Abilmente sceneggiata da Neil Jordan, nella fattispecie attento e sensibile anche dietro la macchina da presa, "La fine dell’avventura" è una delle opere più significative di Graham Greene: scritta nel 1951, essa elabora elementi autobiografici (la relazione adulterina tra Greene e Catherine Walston, sposata ad un ricco proprietario terriero) e preoccupazioni religiose tipiche della prosa del maestro inglese, nel segno d’uno stile di scrittura inconfondibile.
Già portato sullo schermo nel ‘55 da Edward Dmytryk, in un film interpretato da Deborah Kerr, Van Johnson e John Mills, il testo rivive ora in questo La fine di una storia con colori, atmosfere, temperie d’impeccabile precisione: splendidamente fotografata da Roger Pratt, ben servita dai costumi di Sandy Powell, la pellicola gode pure di mirabili interpretazioni, su tutte quella d’uno Stephen Rea perso tra dolore e dedizione, annichilito dalla perdita di qualcosa che non ha mai realmente posseduto.

Francesco Troiano

Il sito ufficiale del film

 


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