Anno V - Numero 9 - Marzo  2000

I film del mese


C’ERA UN CINESE IN COMA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Carlo Verdone
Sceneggiatura: Carlo Verdone, Giovanni Veronesi, Pasquale Plastino
Fotografia: Danilo Desideri
Scenografia: Franco Velchi
Costumi: Tatiana Romanoff
Musica: Fabio Liberatori
Montaggio: Antonio Siciliano
Prodotto da: Cecchi Gori Group
(Italia, 2000)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ercole Preziosi: Carlo Verdone
Nicky Renda: Beppe Fiorello
Eva: Marit Nissen
Maruska: Anna Safroncik

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (9693 bytes)"Non voglio più andare a 360 all’ora sulla risata, sulla pura comicità, non voglio solo vedere quanta gente entra nei cinema, ma come esce. Non mi sono mai fidato del pubblico facile, che vuole solo divertirsi e consumare una commedia di un’ora e mezzo". Sono queste le "sorprendenti" dichiarazioni che Verdone rilascia in occasione del suo nuovo film C’era un cinese in coma. E già, perché da tempo c’eravamo abituati ai film del regista romano un po’ mordi e fuggi, che strappavano la risata, ma non lasciavano il segno nello spettatore. Ora Verdone afferma di aver cambiato i toni e di volersi "rifare" a una commedia impegnata, tipo Compagni di scuola (1988), più introspettiva e "velenosa" nei confronti dei difetti degli italiani. Anche la trama del film supporta i personaggi e "latita" come in Viaggi di nozze (1995), dove gli episodi erano solo un'occasione per presentare le "creature" di Verdone.

2.jpg (11405 bytes)C’era un cinese in coma narra la parabola discendente di Ercole Preziosi, impresario di attori, attrici, maghi e contorsionisti e l’ascesa del suo giovane autista, Nicky Renda (Beppe Fiorello). La grande occasione per quest’ultimo arriva una sera quando, durante una convention per una ditta di piastrelle, Preziosi apprende che Rudy Sciacca, "punta di diamante", si fa per dire, della sua agenzia, ha avuto un grave incidente e non potrà partecipare all’incontro. L’impresario si trova costretto a trovare un sostituto e l’occhio gli cade sul suo fidato dipendente. Inizialmente Nicky, che ha sempre sognato di recitare, non vuole entrare in scena, poi convinto da Preziosi, che ha preparato per lui una scaletta di barzellette, tra cui quella che dà il titolo al film, si butta ed è un trionfo. Il ragazzo intrattiene benissimo il pubblico e invece di raccontare le storielle concordate con il suo principale, inventa esilaranti situazioni teatrali. Nicky comincia a viaggiare e a fare le serate che sarebbero toccate al povero Sciacca così, tappa dopo tappa, diventa un personaggio famoso, ammirato e desiderato. Anche i rapporti con Preziosi cominciano a mutare, tanto che tocca ora a quest’ultimo guidare la macchin. Allo stesso tempo la moglie e la figlia di Preziosi abbandonano il padre e il marito che, seguendo Nicky nel suo girovagare per l’Italia, è diventato sempre più distratto ed assente.

3.jpg (11055 bytes)Al di là delle dichiarazioni iniziali di Verdone, dire che questo film è un momento di grande cambiamento nella sua carriera ci sembra, a nostro modesto parere, un giudizio un po’ eccessivo. E’ comunque vero che in quest’ultima pellicola il regista risulta meno presente rispetto a Viaggi di Nozze e a Gallo cedrone (1998) e al suo posto compare un personaggio più misurato che in più di un’occasione presta la spalla alla comicità di Beppe Fiorello. Allo stesso tempo bisogna ammettere che talvolta le situazioni e le battute non lo discostano molto dal Verdone "vecchia maniera". Molto interessante è, invece, la prova di Beppe Fiorello, che sembrava ormai "bruciato" dalla televisione e invece ha trovato cineasti intelligenti che lo hanno saputo rivalutare, come Marco Risi che lo ha diretto in L’ultimo capodanno (1998) e Alessandro  di Robiliant ne I fetentoni.

Irene Fornari


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