Ercole Preziosi: Carlo Verdone
Nicky Renda: Beppe Fiorello
Eva: Marit Nissen
Maruska: Anna Safroncik


"Non voglio più andare a 360 allora sulla risata, sulla pura
comicità, non voglio solo vedere quanta gente entra nei cinema, ma come esce. Non mi sono
mai fidato del pubblico facile, che vuole solo divertirsi e consumare una commedia di
unora e mezzo". Sono queste le "sorprendenti" dichiarazioni che
Verdone rilascia in occasione del suo nuovo film Cera un cinese in coma. E
già, perché da tempo ceravamo abituati ai film del regista romano un po
mordi e fuggi, che strappavano la risata, ma non lasciavano il segno nello spettatore. Ora
Verdone afferma di aver cambiato i toni e di volersi "rifare" a una commedia
impegnata, tipo Compagni di scuola (1988), più introspettiva e
"velenosa" nei confronti dei difetti degli italiani. Anche la trama del film
supporta i personaggi e "latita" come in Viaggi di nozze (1995), dove gli
episodi erano solo un'occasione per presentare le "creature" di Verdone.
Cera un cinese in coma narra la parabola
discendente di Ercole Preziosi, impresario di attori, attrici, maghi e contorsionisti e
lascesa del suo giovane autista, Nicky Renda (Beppe Fiorello).
La grande occasione per questultimo arriva una sera quando, durante una convention
per una ditta di piastrelle, Preziosi apprende che Rudy Sciacca, "punta di
diamante", si fa per dire, della sua agenzia, ha avuto un grave incidente e non
potrà partecipare allincontro. Limpresario si trova costretto a trovare un
sostituto e locchio gli cade sul suo fidato dipendente. Inizialmente Nicky, che ha
sempre sognato di recitare, non vuole entrare in scena, poi convinto da Preziosi, che ha
preparato per lui una scaletta di barzellette, tra cui quella che dà il titolo al film,
si butta ed è un trionfo. Il ragazzo intrattiene benissimo il pubblico e invece di
raccontare le storielle concordate con il suo principale, inventa esilaranti situazioni
teatrali. Nicky comincia a viaggiare e a fare le serate che sarebbero toccate al povero
Sciacca così, tappa dopo tappa, diventa un personaggio famoso, ammirato e desiderato.
Anche i rapporti con Preziosi cominciano a mutare, tanto che tocca ora a questultimo
guidare la macchin. Allo stesso tempo la moglie e la figlia di Preziosi abbandonano il
padre e il marito che, seguendo Nicky nel suo girovagare per lItalia, è diventato
sempre più distratto ed assente.
Al di là delle dichiarazioni iniziali di Verdone, dire che
questo film è un momento di grande cambiamento nella sua carriera ci sembra, a nostro
modesto parere, un giudizio un po eccessivo. E comunque vero che in
questultima pellicola il regista risulta meno presente rispetto a Viaggi di Nozze
e a Gallo cedrone (1998) e al suo posto compare un personaggio più misurato che in
più di unoccasione presta la spalla alla comicità di Beppe Fiorello. Allo stesso tempo bisogna ammettere che talvolta
le situazioni e le battute non lo discostano molto dal Verdone "vecchia
maniera". Molto interessante è, invece, la prova di Beppe Fiorello,
che sembrava ormai "bruciato" dalla televisione e invece ha trovato cineasti
intelligenti che lo hanno saputo rivalutare, come Marco Risi che lo ha diretto in Lultimo
capodanno (1998) e Alessandro di Robiliant ne I fetentoni.
Irene Fornari
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