Anno V - Numero 9 - Marzo  2000

I film del mese


THE BEACH

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: John Hodge dal romanzo omonimo di Alex Garland
Fotografia: Darius Khondji
Scenografia: Andrew McAlpine
Costumi: Rachael Fleming
Musica: Angelo Badalamenti
Montaggio: Masahiro Hirakubo
Prodotto da: Andrew MacDonald
(USA, 2000)
Durata: 118'
Distribuzione cinematografica: Twentieth Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Richard: Leonardo Di Caprio
Françoise: Virginie Ledoyen
Etienne: Guillaume Canet
Daffy: Robert Carlyle
Sal: Tilda Swinton

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (9215 bytes)La stanza è sudicia, fatiscente, squallida. Richard, sdraiato sul letto, fissa il soffitto silenziosamente, lontano dai rumori, dalle luci impazzite, dalla totale assurdità di una città come Bangkok. Giramondo senza meta Richard ha lasciato casa e famiglia senza un perché, per andare chissà dove e scoprire chissà che cosa. Nell’orrendo albergo in cui alloggia conosce Daffy, uno psicopatico drogato ed inquietante che in un barlume di lucidità gli descrive l’esistenza di un’isola misteriosa e paradisiaca, per poi tagliarsi le vene senza un attimo di esitazione. Richard imprime nella sua memoria quegli occhi allucinati, i lineamenti contratti dalla follia ed oltraggiati dalla dissolutezza, ma soprattutto una mappa che Daffy gli ha lasciato, la mappa che porta proprio all’isola incantata… Proposta l’avventura ad una coppia di francesi conosciuti in albergo, Richard parte alla volta del "paradiso" attraversando a nuoto il mare aperto, perdendosi fra gigantesche piante di marijuana, sfidando i mitra degli autoctoni e cascate di oltre quaranta metri. Per arrivare sì, al paradiso, ma non per primo. Una comunità di fricchettoni guidati da Sal vi conduce una vita da sogno ormai da anni. Ognuno un ruolo, una piccola occupazione artigianale, erba a volontà, sesso libero, mare incontaminato. Ma sotto quella sabbia quasi nivea covano le scintille di gelosie e ripicche, anche l’acqua è infestata da pescecani assassini ed i rapporti umani lasciano molto a desiderare. Niente codici morali, niente rispetto, tradimenti ed incomprensioni. Da un inferno all’altro per fuggire, per poi farlo ancora.

3.jpg (11116 bytes)The Beach, romanzo-cult di Alex Garland del 1996, è la storia maledetta di paradisi perduti e di uomini in crisi che rinnegano un’epoca digitalizzata per inseguire un’utopia. Divenendo poi essi stessi pirati ed invasori. Un team collaudato ed osannato come quello di Danny Boyle, Andrew MacDonald e John Hodge ("Piccoli omicidi tra amici", "Trainspotting"), un cast di tutto rispetto, scenari da favola. Il divo redivivo Leonardo Di Caprio che dopo due anni di silenzio ed una breve apparizione in "Celebrity" di Woody Allen, riemerge dalle acque di una gloria che stava per travolgerlo, un romanzo che ha venduto milioni di copie. Ma l’atmosfera generale è tiepidina. Volubile ed esibizionista, dolcissimo e rissoso, l’efebico angelo si è trasformato in un uomo: ha abbandonato il romanticismo per calarsi nelle vesti di un personaggio fastidioso e disadattato, nel quale l’onnipotenza della fantasia può diventare egoismo allo stato puro. Ci sono sequenze di grande impatto emotivo come quelle legate a Daffy-Carlyle ("Trainspotting", "Full Monty"), la vita all’interno della comunità o le scene del sogno di Richard che attingono a piene mani da Apocalypse Now e Il Cacciatore. Per il resto tutto procede con precisione e diligenza: tempi, interventi, riflessioni, emozioni. E poi? Verrebbe da concludere con le parole che il protagonista pronuncia alla fine del suo viaggio: "Che altro possiamo fare? Ci adattiamo, tiriamo avanti".

Elisabetta Marino


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